Sanità

giu162016

Ddl concorrenza, dopo la relazione Antitrust si riaccende il dibattito

Ddl concorrenza, dopo la relazione Antitrust si riaccende il dibattito
Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Il giorno dopo la relazione annuale dell'Antitrust al Parlamento presentata ieri al Senato dal presidente Giovanni Pitruzzella, le reazioni si soffermano sulla metafora del bicchiere che, d'accordo con il presidente dell'Autorità, è mezzo pieno per Federfarma mentre è «completamente vuoto» per il Movimento nazionale liberi farmacisti. Fenagifar, invece, parla di «fastidio» rispetto alle dichiarazioni di Pitruzzella con particolare riferimento ai presunti «privilegi delle farmacie». Il sindacato dei titolari attraverso la sua newsletter quotidiana mette in evidenza i passaggi nei quali Pitruzzella sottolinea come all'interno del Ddl «ci siano rilevanti norme proconcorrenziali» e siano stati liberalizzati settori come quello delle farmacie ma non manca di sottolineare come preoccupazione i passaggi nei quali si fa riferimento ai «privilegi normativi» ancora esistenti. «Siamo d'accordo con il garante quando scrive che il ddl concorrenza va approvato rapidamente» commenta la presidente del sindacato titolari, Annarosa Racca «facciamo invece fatica a seguirlo quando - a proposito di farmacie - parla di "privilegi normativi" ancora esistenti. A che cosa si riferisce? Non certo all'accesso alla titolarità, visto che sta per essere aperta ai non farmacisti. La Pianta organica? Ma ci sono sentenze della Corte di giustizia Ue e della Corte costituzionale che hanno già chiarito la questione: la pianificazione delle sedi è lo strumento che assicura capillarità e qualità del servizio. L'Antritrust è sicura che al Ssn non interessi avere un servizio farmaceutico che garantisca questi due requisiti? Noi siamo convinti del contrario, e torneremo a spiegarlo al presidente Pitruzzella» sottolinea Racca nel suo commento sul bollettino ufficiale di Federfarma. I giovani farmacisti di Fenagifar invece si soffermano sull'aspetto dei privilegi chiedendosi, in una nota firmata dalla presidente Pia Policicchio, come sia possibile essere «ancora una priorità, ancora prima di banche e mondo finanziario-assicurativo» e aggiungendo come «forse sarebbe meglio discutere del guazzabuglio normativo creato dal legislatore. I concorsi per le nuove sedi farmaceutiche sono di fatto fermi al 2011 proprio grazie allo spirito liberalizzatore di Monti, le parafarmacie continuano in un ibrido mai risolto grazie alla lungimiranza di Bersani, se poi si vuole toccare il discorso occupazione per i neolaureati in farmacia la situazione è ancora più tragica. Ben vengano» conclude la nota Fenagifar «le riforme e le innovazioni anche nel nostro campo, ma non possiamo sempre fermarci sempre agli slogan elettorali e di facciata».

Per i liberi farmacisti, invece, il bicchiere è completamente vuoto. Quando il presidente dell'Antitrust afferma che "i privilegi normativi bloccano la concorrenza e creano diseguaglianze" dice una cosa reale, sottolinea la nota, «che ha delle conseguenze dirette sulla società italiana, perché a forza di dare spazio a lobby e corporazioni l'ascensore sociale non solo è bloccato, ma inizia a scendere nei piani inferiori. Certo, approvare in fretta il Ddl concorrenza potrebbe essere una priorità se esso contenesse norme atte ad ampliare effettivamente la concorrenza, le stesse che l'Autorità aveva indicato. Ma ora, dopo che la politica ha seguito passo per passo quello che lobby e corporazioni dettavano, che senso ha? Perché credere che le cose potrebbero cambiare con la prossima legge per la concorrenza, se quella che si sta ancora discutendo è naufragata nelle sabbie mobili già nel Consiglio dei Ministri?» si domanda Mnlf. «La concorrenza in Italia è fatta solo a parole pochi hanno avuto il coraggio di farla diventare politica concreta, perché pochi, compreso il governo, hanno il coraggio di mettersi contro i poteri forti» conclude la nota.

Marco Malagutti
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