Sanità

giu232017

Ddl concorrenza, dopo l'ennesimo rinvio torna in auge il duello Renzi-Calenda

Ddl concorrenza, dopo l’ennesimo rinvio torna in auge il duello Renzi-Calenda
L'ennesimo rinvio del Ddl concorrenza che, dopo l'approdo di lunedì 26 giugno nell'aula di Montecitorio, dovrà tornare per una quarta lettura in Senato, riporta in auge il "duello" Calenda-Renzi che ha caratterizzato nell'ultimo periodo l'iter del testo. Del resto lo stesso Carlo Calenda non ha nascosto la sua irritazione per l'approvazione di quattro modifiche fatte passare dal Pd con i voti anche del centrodestra e dei grillini. Emendamenti, secondo il ministro per lo Sviluppo economico, solo «chiarificatori, e non sostanziali» che potevano essere evitati. Il rischio che si palesa è che il testo possa finire su un binario morto perché non si farà in tempo ad approvarlo prima della fine della legislatura. Un rischio negato dal fronte renziano che rispedisce al mittente le accuse di voler affossare il testo.

Nessun «dispetto» a Calenda, assicura Renzi. «Io volevo una modifica sulla parte energetica, perché c'era il rischio di penalizzare i consumatori. Ma il ministro ha chiesto la fiducia al Senato e non si è potuto cambiare: ora lo faremo alla Camera». Calenda avrebbe avuto troppa fretta di approvare il testo, perciò. A Renzi fa eco Matteo Orfini che lamenta come a «politicizzare» la questione sia stato il ministro che, oltretutto, non avrebbe voluto incontrare il Pd per chiarire la situazione. Ma «il Ddl passerà» rassicura anche Orfini e «senza penalizzare i consumatori». Al momento Renzi porta a casa il punto ma la partita deve ancora terminare. I farmacisti, intanto, restano alla finestra, anche se sono da escludere interventi sul tema delle farmacie.

Marco Malagutti
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