Sanità

lug222016

Ddl concorrenza e capitale, Contarina: intervenga Antitrust, il tetto sia massimo al 5%

Ddl concorrenza e capitale, Contarina: intervenga Antitrust, il tetto sia massimo al 5%

Che il Ddl concorrenza, così com'è stato formulato, metta a rischio il servizio farmaceutico e la professione di farmacista, lo ha detto la Fofi pochi giorni fa e ora la stessa posizione è stata assunta anche dalle Federfarma provinciali di Lecce, Brindisi e Taranto che prendono così le distanze dai vertici nazionali del sindacato. In particolare, per le rappresentanze sindacali pugliesi, il ddl consentirebbe l'ingresso del capitale senza le restrizioni previste per altre società di professionisti. Abbiamo chiesto un commento a Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma, che sul tema aveva già espresso una posizione critica rispetto ai contenuti del ddl.

Lei è stato il primo a evidenziare il pericolo del tetto al 20% per le società di capitali in ogni regione. Ora si aggiungono altre voci. Che cosa ne pensa?
Sono felice che la Fofi e ieri anche tre province della Puglia abbiano evidenziato il paradosso legislativo che prevedrebbe un tetto al 20% per ogni società di capitale all'interno di una regione. Come ho già detto infatti, in questo modo basterebbero 5 società per detenere la proprietà della totalità delle farmacie italiane. Mi chiedo quale sia il pensiero del garante della concorrenza, che più volte ha rimproverato a un sistema di 18.000 diverse farmacie di operare in regime di monopolio, mentre è stranamente silente quando lo stesso sistema potrebbe cadere in mano a soli 5 soggetti. Ribadisco dunque con forza la necessità di abbassare questo tetto al massimo al 5%, che ad esempio per il Lazio corrisponderebbe a 75 farmacie in mano ad una stessa società. Direi che sono più che sufficienti, anzi, troppe!

Oggi per queste stesse divergenze di opinioni sul tema sono arrivate le dimissioni del tesoriere di Federfarma Lombardia...
Sicuramente le dimissioni del tesoriere di Federfarma Lombardia Andrea Braguti, a soli due giorni da quelle del segretario Gianni Petrosillo aprono di fatto una crisi politica senza precedenti per il nostro sindacato.Alla presidente Racca sta dunque venendo meno l'appoggio di quelli che dovrebbero essere i suoi primi alleati e collaboratori.Ma la sensazione che traspare è che stia venendo a mancare non solo la fiducia nei confronti di una persona ma nei confronti di un metodo o addirittura del modo di concepire un sindacato. E questo tipo di frattura è la più difficile da ricomporre. (SZ)


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