Sanità

lug292016

Ddl concorrenza e capitale, Mirone: tempo scaduto, si condivida un progetto

Ddl concorrenza e capitale, Mirone: tempo scaduto, si condivida un progetto
«Il tempo delle analisi e delle critiche è scaduto. Non auspichiamo guerre in seno alla categoria, né tantomeno pericolose faide che sarebbero dannose per tutti noi: occorre un progetto di sistema». Così, tra l'altro, Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi in una nota diramata a commento del dibattito di questi giorni su Ddl concorrenza e capitale. «Prendiamo atto - si legge - delle preoccupazioni espresse da diversi titolari di farmacia in merito al tetto fissato al 20% per le società di capitale sottolineando che i limiti alla quota complessiva sarebbero dovuti essere più stringenti». Nella sua analisi Mirone mette in evidenza come il Ddl concorrenza tracci i contorni del futuro sistema Farmacia «rafforzando la funzione di presidio centrale e unico nell'attività di dispensazione del farmaco, con l'appannaggio della fascia C in esclusiva alle Farmacie, e ne rafforza il ruolo nell'assistenza pubblica socio-sanitaria del territorio».

Sull'emendamento che fissa il tetto del 20% del numero totale di farmacie a livello regionale, afferma che «limiti più stringenti avrebbero dovuto riguardare la quota complessiva di Farmacie di proprietà di Società di capitale se non si vuole lasciare l'intera rete delle farmacie private preda di finanziatori e non si vuole stravolgere lo scenario distributivo che ubbidirebbe a logiche di mera opportunità e convenienza, a discapito dell'omogeneità della presenza del presidio Farmacia». E aggiunge: «Le società di distribuzione che aderiscono a Federfarmaco e a Federfarma Servizi, ovvero quelle controllate dai farmacisti, che già oggi, in qualche modo, lavorano con margini molto ridotti, un domani potrebbero trovarsi a dover affrontare un mercato che va man mano restringendosi a causa delle posizioni dominanti che tenderanno ad assumere le catene di proprietà. Le cooperative e le aziende dei farmacisti sono le uniche strutture organizzate in grado di difendere la farmacia indipendente, ovvero l'autonomia professionale ed economica del farmacista, e di essere un reale player sullo scenario di un mercato che avrà i contorni più di un oligopolio che di un mercato libero». Secondo Mirone le innumerevoli problematiche legate ai cambiamenti hanno «portato alla luce l'estrema fragilità di un sistema che ha visto in alcuni casi prevalere i personalismi anziché spingere tutti a fronteggiare congiuntamente la grave situazione».

E ribadisce: «Noi non ci stanchiamo di affermare con fermezza che occorre fare sistema» lanciando ai rappresentanti delle organizzazioni di categoria un appello: «Il tempo è scaduto. Il nostro è un grido di allarme affinché tutti, e in particolare i responsabili delle nostre Associazioni di rappresentanza, anziché cercare inutili colpe si impegnino ciascuno per le proprie competenze e conoscenze, a realizzare in brevissimo tempo un progetto generale che sia un punto di partenza per la farmacia del futuro. Fino ad oggi i nostri ripetuti tentativi di condividere le reciproche prospettive non hanno trovato riscontro, per questo ci appelliamo a Federfarma, alla Fofi e a tutte le Associazioni, per dare insieme quanto prima una svolta all'impasse che la Categoria sta attraversando. Come operatori con profonde radici nel settore, accettiamo la sfida del cambiamento, e ribadiamo che la difesa della Farmacia, quale presidio sanitario libero ed indipendente, è una difesa alla quale nessuno può sottrarsi perché minerebbe il diritto alla salute dei cittadini che trovano risposte nell'attuale Servizio Farmaceutico, vera risorsa del Sistema sanitario del ns. Paese, ma per questo occorre l'impegno di tutti».


Simona Zazzetta
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