Sanità

ago12016

Ddl concorrenza e capitale, Tobia (Federfarma Palermo): norma nata per favorire le multinazionali

Ddl concorrenza e capitale, Tobia (Federfarma Palermo): norma nata per favorire le multinazionali
«Il "paletto" del 20%, inserito dal Governo nazionale nel Ddl Concorrenza spacciandolo per "concessione" a tutela della farmacia italiana, offende l'intelligenza di un'intera categoria che non merita di essere presa in giro, ma che ha diritto a più rispetto e maggiore considerazione per il ruolo che svolge all'interno del Servizio sanitario nazionale». A rilanciare l'allarme sull'attuale formulazione del Ddl concorrenza è Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo-Utifarma, condividendo le preoccupazioni di altre associazioni provinciali, anche della Sicilia. Tobia mette in evidenza come «una sola società di capitali potrà detenere fino al 20% delle farmacie su scala regionale. Dunque, teoricamente, cinque società di capitali organizzate fra loro potrebbero rilevare il 100% delle 1.440 farmacie siciliane». Un allarme duplice visto il rischio, già evocato nei mesi scorsi dal presidente di Federfarma Palermo, del «possibile riciclaggio del denaro di provenienza illecita». Non solo. Tobia aggiunge come «le farmacie non sono uguali fra loro, esistendo enormi differenze sociali ed economiche tra Milano e Palermo, tra una realtà cittadina ed una rurale. Negli ultimi anni il progressivo smontaggio del 'sistema farmacia' ha generato una crisi che stenta a fermarsi a causa di margini sempre più esigui. In moltissime situazioni siamo ormai vicini ad un punto di non ritorno. Di fatto il Ddl Concorrenza consegnerà il "bene farmaco" nelle mani di chi al primo posto pone il profitto e non la difesa della salute dei cittadini». «Ma il successivo problema sarà a "chi" sarà consegnata la farmacia italiana - incalza il presidente di Federfarma Palermo - : il Governo nazionale e quanti altri hanno voluto fortemente l'ingresso del capitale in farmacia sanno di fare un grosso regalo alle multinazionali che amano operare in situazioni di dominio del mercato che sarebbe difficile contrastare. Altro che concorrenza!» Per i titolari palermitani nel Ddl «non è stata prevista alcuna vera salvaguardia per la farmacia e per la salute dei cittadini che il 'sistema farmacia' oggi garantisce rispetto alla logica diametralmente opposta perseguita dal capitale, che fa del profitto l'unico obiettivo da raggiungere». Il rischio per la professione, conclude la nota, è «di trasformarci da professionisti eticamente responsabili di un servizio pubblico fondamentale, in addetti di una catena della distribuzione o - nella peggiore delle ipotesi, almeno in Sicilia - in servitori di speculatori finanziari o di soggetti legati al malaffare. In queste condizioni il farmaco non può essere oggetto di concorrenza! Ci aspetta una battaglia dura e difficile che il sindacato deve affrontare fornendo alla base risposte e progetti concreti dai quali dipende il futuro della Farmacia italiana e della stessa Federfarma».
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