Sanità

ago32016

Ddl concorrenza, Gelli (Pd): tetto 20% capitali segno di attenzione ma si poteva fare di più

Ddl concorrenza, Gelli (Pd): tetto 20% capitali segno di attenzione ma si poteva fare di più

L'emendamento contenuto all'interno del Ddl concorrenza che prevede l'entrata dei capitali con un tetto al 20%, su base regionale, per ogni società «risponde alla logica di fissare alcuni paletti all'ingresso delle grandi società di capitali» lo sottolinea parlando con Farmacista33, mentre il testo è stato appena approvato dalla commissione Industria, il responsabile sanità del Pd Federico Gelli. «Si tratta di un cambiamento epocale che, se da un lato si profila come un'opportunità di rilancio per il settore, dall'altro non deve mettere a rischio la professionalità del farmacista e il servizio ai cittadini. Con questo tetto del 20% su base regionale si è voluto dare un segnale di attenzione anche se, effettivamente, qualcosa in più poteva essere fatto». E ad aver fatto discutere, oltre alcuni dei provvedimenti contenuti nel decreto legge, è anche il dilungarsi dei tempi per l'approvazione del testo: «L'auspicio è quello di una rapida approvazione in Aula entro il prossimo settembre - afferma Gelli - Purtroppo l'iter di questo provvedimento ha incontrato diversi ostacoli. Non ultimo le dimissioni dell'ex Ministero dello Sviluppo economico Federica Guidi che hanno di fatto interrotto per oltre un mese i lavori in commissione Industria al Senato». Per quanto riguarda, invece, un altro dei temi più discussi che coinvolge tutta la filiera del farmaco, ovvero la governance farmaceutica, il responsabile sanità del Pd, insieme a una trentina di altri relatori, ha recentemente presentato alla Camera una mozione che è poi stata approvata dall'aula e accolta anche dal Governo. Tra le proposte inserite nella mozione quella di impegnarsi a mantenere un fondo per i farmaci innovativi: «La cosa importante è che il fondo venga confermato - afferma Gelli - Quanto a possibili nuove proposte di finanziamento, al momento non è stato ancora definito nulla. Si stanno passando al vaglio diverse ipotesi. La più nota è quella di tassare il fumo. Sappiamo che recuperando 1 centesimo a sigaretta potremmo contare su un fondo di circa 720 mln l'anno». Inoltre, è stato proposto di rivedere l'attuale classificazione della spesa farmaceutica secondo criteri diversi da quelli utilizzati fino ad oggi: «Si tratta di prendere atto che l'attuale distinzione in due tetti di spesa, tra farmaceutica territoriale costituita dalla spesa farmaceutica convenzionata e dalla spesa derivante dalla distribuzione diretta e per conto dei farmaci di fascia A, e il tetto della farmaceutica ospedaliera, anche in considerazione dell'incremento e della strutturazione della erogazione diretta e della Dpc è concettualmente superata - afferma il senatore - Crediamo sia più funzionale individuare i due tetti non in base ai processi distributivi, ma in funzione delle diverse modalità di acquisto dei prodotti. È quindi ipotizzabile l'individuazione di un tetto per l'assistenza farmaceutica convenzionata (prezzo non stabilito da gare regionali) e un tetto per l'assistenza farmaceutica non convenzionata i cui prodotti sono acquistati dalle regioni attraverso procedure pubbliche di acquisto».

Attilia Burke
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