Sanità

feb222017

Ddl concorrenza in Aula: intenzione politica c'è, imprevisti da non escludere

Ddl concorrenza in Aula: intenzione politica c’è, imprevisti da non escludere
Che il testo del Ddl concorrenza sarebbe arrivato nell'Aula del Senato a cavallo tra fine febbraio e inizio marzo, è noto dall'inizio del mese quando il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso aveva stilato il calendario dei lavori. Non rappresenta, perciò, una novità assoluta l'intenzione espressa dai relatori di portare il testo in aula al Senato giovedì mattina 2 marzo. Piuttosto è lecito avere qualche dubbio sull'effettivo rispetto del timing, anche visto il travagliato iter del testo, visto la stessa cautela di uno dei due relatori Luigi Marino (Ap), che ammette come il "piccolo incidente" dei mancati lavori di giovedì prossimo con riferimento «allo sciopero del trasporto aereo, che toglie una giornata lavorativa» potrebbe determinare un ulteriore slittamento. Non solo. A questo si deve aggiungere la questione tecnica di un eventuale breve ritorno in Commissione Industria per vagliare le modifiche che si profilano. In particolare il relatore fa riferimento all'emendamento anti-scalate, ma anche a eventuali adeguamenti di date o agli emendamenti soppressivi di norme già introdotte in altri provvedimenti. Il tutto sarà al centro di una serie di riunioni tecniche che prendono il via oggi. Anche l'altro relatore, Salvatore Tomaselli (Pd) parla di «intenzione politica» di avviare l'esame del provvedimento nell'Aula del Senato il 2 marzo. Sarà veramente così?

Marco Malagutti
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