Sanità

set82016

Ddl concorrenza, l'esperto: testo da modificare meglio rimandare

Ddl concorrenza, l’esperto: testo da modificare meglio rimandare
Alla vigilia dell'approdo in aula del testo, previsto per il prossimo 13 settembre in concomitanza con la riapertura dell'aula, continua a fervere il dibattito sui contenuti del Ddl concorrenza. Farmacista33 ospita il parere di Franco Falorni, docente di Economia aziendale all'Università di Pisa, che auspica un ripensamento. La legge, dice Falorni così com'è stata concepita «permette di far comprare le farmacie (10, 100, 1.000 fino a 18.039) a multinazionali i cui fini sono soltanto di natura finanziaria e alla "mafia-camorra-'ndrangheta" i cui fini sono di tutt'altra natura che professionali.

È possibile andare ai tempi supplementari oppure la partita è finita?

Il ddl concorrenza e con esso il varo delle società di capitali ecc. nell'ordinamento farmaceutico italiano è cosa fatta oppure è possibile un ripensamento? È possibile bocciare la legge che permette di far comprare le farmacie (10, 100, 1.000 fino a 18.039) a multinazionali i cui fini sono soltanto di natura finanziaria ed alla mafia-camorra-'ndrangheta i cui fini sono di tutt'altra natura che professionali?

Qualche amico che mi ha letto o ascoltato in più occasioni rimarrà stupito di questo mio "volta la gabbana" perché da sempre sono stato un sostenitore di una normalizzazione del quadro giuridico in ambito di sistema farmaceutico reso finora schizofrenico in quanto le farmacie pubbliche possono essere gestite utilizzando l'istituto delle società di capitali; mentre le farmacie private possono usare soltanto l'istituto della ditta individuale o della società di persone.

Applaudivo favorevolmente all'istituto delle società di capitali anche perché avrebbe permesso di sanare/legittimare quelle situazioni familiari che vedevano, ad esempio, il figlio "scarso" farmacista quale potenziale titolare della farmacia di famiglia e l'ottimo figlio informatico associato in partecipazione relegato in una situazione giuridica di "minor" valore a livello gestionale e decisionale.

Altresì le società di capitali avrebbero permesso di ridurre il rischio patrimoniale allontanando, quanto più possibile e se possibile, il patrimonio personale da quello aziendale.

Da considerare anche i fantasmi del fatalismo e della rassegnazione che possono aver portato a semplificare il tutto dicendo: oramai non è possibile frenare il vento del cambiamento imposto dalle economie dei paesi industrializzati; quindi è bene omologarci ai paesi che già prevedono l'istituto delle società di capitali all'interno del proprio sistema.

Potrei elencare altri motivi ma preferisco fermarmi a quelli più volte dibattuti e facile da capire e vedere.
Perché ho "voltato gabbana" solo ora, proprio a vacanze finite, un giorno prima dal salire di nuovo sul "calcinculo" quale metafora di una quotidianità lavorativa che, a volte, non permette di fermarti a riflettere.

I motivi sono diversi:
il sole d'agosto, le affermazioni degli economisti Alesina e Giavazzi, un'analisi breve del sistema-farmacia, gli incontri con i farmacisti clienti e non, le letture di alcuni libri.

...Il sole d'agosto
Pur non ritenendo che il mio "volta gabbana" sia dovuto ai solleoni agostani prendiamo pure in considerazione anche questa ipotesi: il caldo ha cotto i neuroni di Falorni tanto da frenare e compromettere il suo pensiero lungo.

... Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
Sul Corriere della Sera del 29.08 leggendo l'articolo di fondo "La crescita non si fa a parole", ho trovato, sul finire delle righe, un ennesimo e rituale colpo basso tirato, con l'intelligenza e la superficialità dei due abili economisti, al sistema-farmacia:"... C'è molto da fare su concorrenza e pressione fiscale, che sono i due pilastri della crescita. Sul primo punto basta leggere le relazioni annuali dell'Autorità della concorrenza e del mercato per renderci conto di quanto ampie restino le posizioni di rendita, da molte professioni ad attività come le farmacie o il trasporto e vari servizi pubblici locali ..."

In cosa consiste " ... l'ampia posizione di rendita ... delle farmacie?"
Mi chiedo se il Governo Centrale, Territoriale, gli uffici Studi ... abbiano fatto un'analisi seria per verificare esattamente a quanto ammonta " ... l'ampia posizione di rendita".

Dal mio osservatorio che studia il sistema dalla trincea (in trincea si è in contatto con la quotidianità più bella e più dura) ho rilevato che "l'ampia posizione di rendita" mediamente si possa aggirare intorno al 3% rispetto al capitale complessivo impiegato per far vivere l'azienda, e per questo mi riferisco al valor dell'avviamento netto a cui si deve aggiungere o sottrarre il patrimonio netto.

Il 3% di resa non è possibile chiamarla "ampia posizione di rendita".

Ma la cosa che più sconvolge e rattrista, economicamente parlando, è il perché si fa riferimento a un dato puntuale, quale la rendita, senza mai tenere conto al valore sociale che il sistema crea giornalmente sia per rendere, sempre più, la farmacia LUOGO di relazione sia perché promuove e dispensa prodotti e servizi per la salute a tutti.

Da qui nasce l'ovvia domanda: ma i conti vengono fatti? Vengono urlati? Oppure rimangono in volumi con tabelle estremamente analitiche ma ... senza vita.

Da qui nasce ancora un'altra domanda: perché il farmacista "imprenditore", visto l'esiguo ritorno reddituale continua ad investire e gestire con passione, gioia, rabbia e sacrificio l'azienda farmacia?

Provo a dare una risposta. Il ritorno reddituale, per il farmacista, è senz'altro importante e doveroso, ma nella maggior parte di casi, è secondario rispetto al poter svolgere un lavoro professionale a sostegno di una cultura esclusivamente etica e solidale.

...Analisi breve del sistema-farmacia
Con il 2015 il mercato totale farmacia è cresciuto del 2%; mentre il primo semestre 2016 vede un dato leggermente in negativo. Diverse farmacie in difficoltà, non cadute in procedure concorsuali, hanno preso coscienza attivando piani di ristrutturazione complesse ma, a volte, è bastato il solo buon senso per fermare emorragie economiche che sembravano irreversibili. La distribuzione intermedia si è consolidata grazie, prevalentemente, all'opera di accelerazione nell'aggregazione del mondo della cooperazione che, riuscendo a raggiungere masse critiche di fatturato e numero considerevole di soci-farmacisti-cooperatori ha potuto moderare il mercato salvaguardando così l'indipendenza della farmacia facendola sentire protagonista di quel cambiamento che il mercato, il welfare e la crisi impongono. Molte farmacie, pur nel momento difficile, hanno continuato ad investire sia in beni strumentali che in conoscenza tanto da poter dire che il Sistema Farmacia ha tenuto non solo per i numeri positivi ma anche per il consenso che il farmacista e la farmacia continuano ad avere nella comunità di riferimento, dove, molto spesso è rimasto l'unico LUOGO sociale utile a creare relazioni. Se il sistema ha tenuto è perché il farmacista dal 2006 ad oggi ha lavorato a testa bassa non ascoltando le sirene degli imbonitori che volevano trasformare la farmacia in un "Vendo Tutto" simile ad una ferramenta, a un emporio, ad un discount con dentro carrelli, totem, e signorine scollacciate che regalano viaggi e pentole con un alto valore intrinseco di acciaio. Il farmacista ha ascoltato tutti ma, al momento di decidere la strategia da intraprendere nei prossimi anni, ha continuato a mettere al primo posto la Professionalità, virtù che spesso può sembrare in collisione con la redditività. Ecco nascere i servizi, che seppur con remunerazione tendente al quasi zero, hanno permesso alla farmacia di recuperare e dilatare uno spazio che oltre a professionalizzare il LUOGO ha posizionato ancora di più la farmacia come ganglio vitale del sistema salute. Un'altra considerazione che va nello stesso verso della Professionalità, è il vedere all'opera i farmacisti che hanno vinto la farmacia tramite l'ultimo concorso straordinario. In Toscana entro il 6 gennaio 2017 si chiuderà il secondo interpello. Ho conosciuto e seguito alcuni farmacisti, un nuovo popolo, che nonostante questa gara abbia richiesto fortuna, nervi freddi, solidarietà tra i soci, li ho visti preparati, a volte amareggiati, ma sempre con la voglia di gestire la propria farmacia mettendo al primo posto la Professionalità.

Stessa parola, Professionalità, ricorre nelle aule universitarie. I giovani studenti sono attratti dalla farmacia azienda ma hanno cuore e mente al poter svolgere un lavoro professionale, civile, sociale.

Il sistema tiene e, secondo me, continuerà a tenere.

Ma se queste considerazioni fossero vere, perché stravolgerlo iniettando delle tossine (capitali - o meglio persone diverse dal farmacista - che mirano unicamente al fine della speculazione finanziaria ed al lavaggio delle banconote); tossine che potrebbero nel tempo svilire quel programma di crescita professionale tramandata da generazioni di farmacisti "matti" a quali piace fare il farmacista utilizzando come parola d'ordine: Servire!

Queste affermazioni non sono tratte dal libro Cuore ma dal libro del Fare Bene le Cose, considerando che l'Etica è un fattore economico di lungo periodo.

Il sistema tiene contribuendo, tra l'altro, ad essere uno dei soggetti più remunerativi per il Ministero dell'Economia, non per i lauti guadagni ma per la trasparenza nella gestione dei propri ricavi. A tal proposito è bene ricordare che il campione farmacie utilizzato per gli studi di settore rappresentano quasi l'universo delle 18.039 farmacie e quasi la totalità risulta essere congruo e coerente.

...Incontri con i farmacisti clienti e non
Con il mese di luglio ho finito di incontrare i farmacisti per commentare il bilancio, la dichiarazione dei redditi o per parlargli di scenari e/o di programmi. Questa volta ho guardato il farmacista pensando all'imminente approvazione del ddl concorrenza. Non ho trovato una folla di farmacisti vogliosi di far entrare il Capitale nella propria farmacia a parte pochi casi patologici sia in senso oggettivo che soggettivo; nel primo caso c'è la speranza che il valore farmacia, in seguito ad una maggiore domanda, possa aumentare e quindi diventi appetibile una vendita, fin qui rimandata, a persone o società che regalano i soldi. Cari farmacisti il vento, grazie a Dio, è cambiato e la bolla, in certi casi assassina, non si riprodurrà; almeno io, Falorni, non parteciperò a soffiare nell'occhiello di plastica inzuppato nel sapone liquido. Nel secondo caso, quello soggettivo, alcuni pensano che l'investitore acquistando la farmacia in difficoltà finanziaria ed economica mantenga l'ex proprietario a dirigere l'azienda magari con uno stipendio da direttore generale. Sono poche le persone che la pensano così ma ce ne sono, persone amabili ma ... fuori dal mondo.

...Le mie letture
Durante queste vacanze mi sono letto alcuni testi che hanno scombussolato il mio modo di pensare. Mi hanno dato la forza fisica ed intellettuale di vedere i problemi/progetti da un altro punto di vista. I libri galeotti sono stati: "Elogio della ribellione" di L. Maffei, "Il treno ha fischiato" di L. Pirandello e "Nonluoghi" di M. Auge'.

Non voglio dilungarmi, in questo scritto, su un'analisi dei testi che vi consiglio di leggere per ricaricare le vostre "batterie" se scariche.

Mi limiterò solo a delle spigolature.

Nell "Elogio della ribellione" Maffei ci esorta a "...ribellarci alla bulimia del consumismo ed all'anoressia dei valori creati da un mercato, ed in specie dalle multinazionali, che ha occupato lo spazio globale. ..."; sempre Maffei (giovane ottantenne neuro biologo di fama internazionale) ci provoca con il lancio di questi macigni: "... attenzione alla strategia dell'addormentamento che fa diventare l'uomo uno "schiavo felice".

Nella novella "Il treno ha fischiato", Pirandello fa risvegliare il Signor Belluca, impiegato obbediente, contabile mansueto e preciso, ostaggio di una famiglia numerosa e oppressiva. La sera lavorava fino a notte fonda per arrotondare le entrate e poi esausto si coricava su un divano sgangherato. Ed era stato lì che aveva udito una notte il fischio del treno all'improvviso. Da quel momento aveva cominciato un viaggio in luoghi lontani, esotici, o in città conosciute in gioventù. Belluca si era appropriato di nuovo del suo pensiero ed anche se le persone lo consideravano folle e strano lui continuava a dire"il treno ha fischiato".

Nel "Nonluoghi", M. Auge' affronta per la prima volta il tema dei Nonluoghi quali spazi dell'anonimato dove ogni giorno sono frequentati da individui simili ma soli; Nonluoghi sono le stazioni, gli aeroporti, i supermercati, le grandi catene alberghiere, ... Il Nonluogo è il contrario di una dimora, di una residenza, di un negozio di vicinato, di ... una farmacia, di un LUOGO nel senso comune del termine. Se il Nonluogo è anonimato e solitudine il LUOGO è presenza, identità, relazione, incontro, socializzazione. Se il non luogo è morte sociale il LUOGO è vita!

In sintesi. Se Maffei e Pirandello hanno scosso il mio pensiero mettendolo nuovamente in moto fino a raggiungere il sussulto della ribellione tanto da farmi urlare "Il treno ha fischiato"; Auge' mi ha confermato l'importanza di difendere tutti quei possibili LUOGHI che esistono nel nostro territorio, difendendo loro eviteremo di essere/diventare degli "schiavi felici".

...Ribelliamoci! Ascoltiamo il fischio del treno! Creiamo Luoghi!

Visto che il sistema farmacia ha tenuto grazie ad un suo riposizionamento nella macro area della salute ponendosi come interlocutore principale delle comunità sociali del territorio e del governo centrale e per la sua continua ricerca di un cambiamento sostenibile (se il lettore ritiene che ecceda in questa sviolinata, veda cosa stanno facendo le altre attività commerciali e professionali, ... io penso che facciano molto meno).

Visto che il sistema ha tenuto grazie a formule di cooperazione che oltre a non lasciare solo il farmacista hanno proposto programmi commerciali e di formazione per la sua emancipazione culturale volta alla costruzione del futuro vicino e lontano.

Visto che il Grande Capitale e i soggetti cancerogeni quali mafia, ndrangheta, camorra hanno interessi diversi; infatti l'obiettivo principale dei primi è una sana speculazione finanziaria; mentre l'obiettivo dei secondi è rendere bianche le banconote nere ed a volte rosse.

Per amor di Dio, ripeto, le due fattispecie di investitori sono diverse: l'una è volta a fare affari in modo ingegneristico e trasparente; l'altra in modo oscuro e criminale.

Visto, visto, visto, ... è possibile giocare i tempi supplementari per modificare pesantemente il Ddl in modo che il farmacista e la farmacia continuino ad essere volani di crescita e di libertà della Persona mediante la difesa di un perimetro etico e sociale (LUOGO) utile a far vivere l'azienda e la comunità di riferimento? In caso contrario continueremo a far crescere quei Nonluoghi luccicanti e attraenti ma... contenitori di solitudine.

...Post Scriptum
È mia abitudine far leggere la bozza dei miei scritti al mio amico Sergio per un suo commento. Sergio non è farmacista e non gravita nel mondo delle farmacie; Sergio è un bancario in pensione con un lavoro a tempo indeterminato h24 a disposizione dei nipoti e del volontariato con una curiosità su tutto ciò è cambiamento.

Sergio, dopo una prima lettura veloce ed una seconda più attenta liquida l'articolo con poche e pesanti parole: "Ho capito, tu vuoi che si mantenga lo status quo, insomma, dici che è meglio non cambiare niente".

Non era questo il mio fine. Se il lettore dovesse confermare la sintesi di Sergio sarebbe stato meglio se non avessi scritto l'articolo.

Il farmacista e la farmacia devono migliorarsi ancora, ma non credo che ciò possa raggiungersi attraverso un istituto giuridico a "maglie" troppo grandi capace di far passare categorie di società e persone improprie al sistema stesso.


Franco Falorni


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