Sanità

mag62017

Ddl concorrenza, Marino: approvazione non scontata. Racca: "Battaglia durissima sin dall'inizio"

Ddl concorrenza, Marino: approvazione non scontata. Racca: “Battaglia durissima sin dall’inizio”
Non date per scontato che entro l'anno ci siano le norme previste dal disegno di legge sulla concorrenza. Così il senatore Luigi Marino, relatore in Commissione Industria del testo si rivolge alla platea di farmacisti presenti al convegno istituzionale organizzato da Federfarma nell'ambito di Cosmofarma a Bologna. Marino intravede pesanti difficoltà alla Camera dove il testo è approdato in terza lettura e non esclude che anche il tetto sulle società di capitale al 20%, di cui si è molto parlato in questi giorni possa essere limato o corretto. "Eravamo riusciti a ridurlo al 15% con un emendamento ma la questione della fiducia ha vanificato tutto" sottolinea il senatore di Ap. Per capire cosa succederà Marino mette in luce due aspetti che stanno emergendo in questa fase. "Da una parte c'è il ministro Calenda che non è il protagonista di questo testo ma è subentrato e vorrebbe un proprio decreto legge da licenziare entro l'anno e per questo vorrebbe liberare il testo in discussione rapidamente. Dall'altra nel Pd ci sono esponenti che mettono in discussione aspetti come l'energia a maggior tutela o il telemarketing selvaggio". Segno evidente, secondo il senatore, che c'è volontà politica di introdurre delle modifiche. Il relatore poi rilancia anche la questione parafarmacie "un'anomalia da cancellare dal Ssn" e invita i farmacisti ad essere pronti ai prossimi sviluppi perché "quello che si sta prospettando a livello politico non prefigura un quadro di certezze per la categoria". E al senatore Marino arriva il ringraziamento della presidente di Federfarma Annarosa Racca per aver lavorato a difesa dei farmacisti. "Questo Ddl" ha sottolineato la presidente "è nato con l'idea di eliminare pianta organica e di portare la ricetta fuori dalla farmacia. Ma " rivendica Racca "abbiamo condotto una battaglia durissima perché non succedesse e Marino ci ha messo la faccia per noi. Ora c'è l'ingresso del capitale ma la farmacia è stata riconfermata dalla politica come presidio del Ssn ed è stata sempre difesa dalla nostra Federfarma. Noi vigileremo perché il capitale possa essere un'opportunità per le farmacie italiane. Perché la nostra Federfarma non ha portato le farmacie alla fine ma a crescere" chiude la presidente di Federfarma. E sulle opportunità che possono arrivare dal capitale si sofferma il segretario nazionale Alfonso Misasi. "L'ingresso del capitale è una questione da affrontare con serietà ma non è una novità assoluta. Lo abbiamo già vissuto a Milano, nella principale esperienza, ma anche a Bologna e a Rimini. Ne è nato un confronto che ha rappresentato uno stimolo per le farmacie che non hanno chiuso. Credo" conclude Misasi "nella farmacia indipendente ma non piango per il capitale". Si allinea Alfredo Orlandi, presidente di Sunifar, "l'ingresso del capitale è un cambiamento da affrontare. Quando tutto sarà siglato verificheremo e inizieremo a confrontarci con questa realtà che potrebbe rappresentare un cambiamento epocale ma è meglio aspettare, essere prudenti e valutare a bocce ferme".

Marco Malagutti
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