Sanità

mag52017

Ddl concorrenza, Muschietti (Farmacieunite): servono gli Stati generali della farmacia

Ddl concorrenza, Muschietti (Farmacieunite): servono gli Stati generali della farmacia
«Si fa davvero fatica a capire quale sia l'idea, se mai ne ha davvero una, che la politica nazionale si è fatta della farmacia. A leggere il Patto per la salute, o l'atto di indirizzo della nuova convenzione tra Ssn e farmacie, tutti gli schieramenti affermano di considerarla un insostituibile presidio di sanità del territorio, da potenziare nei servizi a tutto vantaggio dei cittadini e in un'ottica di sostenibilità della spesa sanitaria pubblica. Salvo poi trasformarsi da dr. Jekyll in Mr.Hyde e, nel nome di malintesi principi di liberalizzazione, sacrificarla senza remore né problemi sull'altare degli interessi di poteri economici forti che, evidentemente, si vuol far diventare ancora più forti». Così Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, si unisce in una nota al coro di critiche al Ddl concorrenza da parte della categoria. «Per le farmacie finisce un mondo e ne inizierà subito un altro» spiega Muschietti. «Il capitale innescherà inevitabilmente dinamiche di mercato in un settore dove, a prevalere, dovrebbero essere le logiche professionali finalizzate alla tutela del bene esistenziale della salute. E questo senza adeguati contrappesi, se non il vincolo - palesemente inefficace - del 20% di esercizi di proprietà di una stessa società su base regionale».

Per Muschietti, non si tratta di esprimere pregiudiziali anticapitalistiche, ritenute anzi anacronistiche e perfino ingenerose: «L'iniezione di energie e capitali nel retail farmaceutico, in un momento di sofferenza qual è quello attuale, può anzi rappresentare un'opportunità» afferma al riguardo il presidente di Farmacieunite. «Ma sono ancora davvero tutt'altro che chiari il campo, il ruolo e le regole con le quali Governo e Parlamento vogliono far giocare le farmacie. E bisogna anche che i nostri politici» continua il presidente di Farmacieunite «chiariscano finalmente e con la massima urgenza da che parte stare, nell'interesse della salute e dei cittadini, prima e più ancora che di quella delle farmacie».

«La farmacia non può essere lasciata sola» afferma il presidente del sindacato indipendente dei titolari «perché con le sue sole forze, anche attrezzandosi per rispondere all'ormai prossimo avvento delle catene del capitale con logiche di integrazione e il rafforzamento delle proprie reti, in una competizione tutta giocata su valori e regole di mercato parte comunque con un pesante handicap». Muschietti in chiusura lancia una proposta «vanno convocati gli "Stati generali" della farmacia italiana, con l'impegno di tutte le sigle rappresentative del retail farmaceutico a disegnare insieme una road map per il futuro di una risorsa professionale, sociale, sanitaria ed economica che sarebbe delittuoso lasciare alla merce di una pericolosa deriva mercatista, che - come insegna l'esperienza di altri settori o della stessa farmacia in quei Paesi dove il capitale è entrato da tempo nel settore della distribuzione del farmaco - farebbe letteralmente a pezzi la rete di farmacie italiane. Bisogna individuare scelte e direzioni condivise da imboccare con decisione, negoziando - anche duramente, se occorre - con i decisori pubblici. Ma bisogna fare in fretta, perché il tempo per salvare la farmacia che conosciamo e vogliamo ormai è praticamente scaduto».
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