Sanità

giu172015

Ddl concorrenza, Pace (Fofi): con ingresso capitali ricadute su entrate contributive Enpaf

Ddl concorrenza, Pace (Fofi): con ingresso capitali ricadute su entrate contributive Enpaf
L'ingresso dei capitali nel sistema delle farmacie potrebbe avere ricadute anche a livello previdenziale, perché è ipotizzabile che si verifichino impatti sul numero dei titolari farmacisti - che versano all'Enpaf la quota intera - nei termini di una riduzione, con un possibile ridimensionamento delle entrate contributive. A lanciare l'allarme, durante l'audizione sul Ddl concorrenza, Maurizio Pace, segretario nazionale della Fofi, che a Farmacista33 spiega: «Gli iscritti all'Enpaf sono circa 90mila. Considerando che le farmacie private sono circa 17mila, tra società e titolari diretti, possiamo stimare un parterre di circa 23mila farmacisti che versano la quota intera. Per il resto, la restante parte dei contribuenti sono soprattutto collaboratori, ospedalieri, e così via, che di norma, nella maggior parte dei casi, versano la quota ridotta all'85%, con situazioni, poi, in cui si scelgono ulteriori riduzioni. Si può dire, quindi, che una buona parte della contribuzione, su cui si regge l'erogazione delle prestazioni pensionistiche, arriva dai farmacisti che versano la quota intera». Con l'eventuale ingresso dei capitali e la perdita della riserva di titolarità, «se il passaggio non viene ben ponderato e gestito, la configurazione rischia di cambiare. Intanto, i titolari delle circa 5.000 farmacie in crisi potrebbero cedere anche a soggetti non farmacisti o può darsi anche il caso che più farmacie costituiscano catene: le possibilità e le scelte sono diverse ma quello che rischia di succedere è che, da un momento all'altro, si potrebbe verificare, per una parte dei farmacisti, un passaggio da titolarità a dipendenza, con una conseguente riduzione nel numero degli iscritti all'Enpaf che versano la quota intera e un aumento della quota ridotta. E una difficoltà da parte dell'Ente a coprire le prestazioni pensionistiche attualmente in erogazione, che si reggono proprio su un equilibrio contributivo. Abbiamo cercato di portare il problema all'attenzione della politica nella speranza che tutte le conseguenze di eventuali misure normative vengano valutate, anche perché non vorremmo che ci potessero essere ricadute su chi è iscritto all'Ente, con un aumento della contribuzione e un conseguente ulteriore fuggi fuggi generale, o addirittura conseguenze sull'indipendenza dell'Enpaf stesso». In generale, «ribadisco la nostra posizione: nessuna preclusione preconcetta al capitale, ma di ogni provvedimento occorre soppesare con estrema attenzione tutti i pro e i contra. E, in particolare, occorre avere ben chiara la necessità di fissare regole definite per la tutela di un servizio e di un'assistenza al cittadino che funziona, che è capillare ed è orientata al servizio professionale, nonché la necessità di una gradualità».

Francesca Giani

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