Sanità

giu222016

Ddl concorrenza, presentato emendamento su tetto a società di capitale e ruolo Antitrust

Ddl concorrenza, presentato emendamento su tetto a società di capitale e ruolo Antitrust
Le società di capitale possono controllare «direttamente o indirettamente non più del 20% delle farmacie della medesima regione o provincia autonoma» e all'Antitrust il compito di vigilare attraverso «l'esercizio dei poteri di indagine, di istruttoria e di diffida». Questo è quanto dispone l'emendamento 48.100, presentato, tra gli altri, dai relatori, Luigi Marino (Ap) e Saverio Tomaselli (Pd), nella seduta svoltasi ieri sera in Commissione Industria del Senato, stando a quanto si apprende dal resoconto della seduta. Auspicio del relatore, che ha sollecitato la «fissazione di un termine per subemendamenti ravvicinato», precisando che «si tratta dell'ultimo gruppo di emendamenti dei relatori»,  è che l'esame del disegno di legge «possa concludersi la settimana successiva».
Nel corso del dibattito, riporta il documento, il presidente Massimo Mucchetti, ha ricordato il numero complessivo delle farmacie in Italia, escludendo quelle rurali «poco appetibili dal punto di vista degli investimenti societari», e ha osservato che «la fissazione di un tetto del 20% consente a un numero estremamente ridotto di società, in ipotesi a quattro società, di controllare il complesso delle farmacie italiane commercialmente appetibili». Dal canto suo, il relatore Marino ha sottolineato come «alcuni emendamenti presentati in materia, proponessero un limite più rigoroso».

L'emendamento, riporta un allegato reso disponibile dal Senato, riguarda il comma 1 dell'articolo 48, dopo il quale vanno inseriti ii seguenti comma: «1-bis. I soggetti di cui al comma 1, lett. a), possono controllare, direttamente o indirettamente, ai sensi degli articoli 2359 e seguenti del codice civile, non più del venti per cento delle farmacie della medesima regione o provincia autonoma. 1-ter. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato provvede ad assicurare il rispetto delle disposizioni del comma precedente attraverso l'esercizio dei poteri di indagine, di istruttoria e di diffida ad essa attribuita dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287».

Simona Zazzetta
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