Sanità

lug272016

Ddl concorrenza, Racca al contrattacco: chi ci accusa non sa di cosa parla

Ddl concorrenza, Racca al contrattacco: chi ci accusa non sa di cosa parla
Il dissenso? Normale dialettica interna. Il tetto del 20% alle catene una vittoria? Falso. Chi pensa che quel 20% ci renda felici prende un granchio colossale. Il no di Federfarma servizi? Arriva da un suo esponente e non da tutta l'associazione. La presidente di Federfarma Annarosa Racca (foto) parlando con Farmacista33 replica ai suoi detrattori, dopo che negli ultimi giorni dalla Puglia, dalla Sicilia e dal mondo della distribuzione, sono state diffuse posizioni di dissenso esplicito alla linea del direttivo nazionale sul Ddl concorrenza. Tutto sotto controllo per Racca che non vede una Federazione in difficoltà, anche perché sottolinea come si tratti di numeri esigui, tre province pugliesi e quattro siciliane. Nel caso di Federfarma Servizi, poi, si tratta della posizione di un singolo e non dell'associazione nella sua interezza né del suo presidente. Nessuna preoccupazione per le prossime elezioni, perciò, intanto «perché sono lontane» e poi perché le occasioni per esprimere il dissenso ci sono state nelle varie assemblee passate e nell'ultima, quando, precisa Racca «ci sono stati solo nove voti contrari alla mia relazione. Segno che linea e interventi del sindacato sul Ddl concorrenza sono stati approvati». La presidente di Federfarma poi aggiusta anche un po' il tiro rispetto alle passate dichiarazioni e se, in riferimento al tetto del 20% a livello regionale per le società di capitale, nelle scorse settimane aveva parlato di «ulteriore segnale di attenzione nei confronti della farmacia» e aggiunto come fosse «il massimo attualmente conseguibile in una mediazione politica imperniata al realismo», ora, a scanso di equivoci evidenzia che l'emendamento non è una vittoria. «Se fosse» dice «non avremmo sostenuto l'emendamento che limita al 10% il numero delle farmacie controllabili a livello regionale da ogni società. O quello che fissa un tetto comunale al 20%, regionale al 10% e nazionale al 5%. Chi ci accusa di non aver lottato non sa di che cosa parla o è in malafede». Respinti gli attacchi Racca preferisce guardare avanti e porta ad esempio le recenti dichiarazioni del presidente di Federfarma Umbria Augusto Luciani, che ha sottolineato la necessità per la categoria di confrontarsi e di elaborare strategie utili per il futuro piuttosto che litigare e dividersi. «È quello che bisogna fare» riprende la presidente di Federfarma «guardare avanti ed elaborare programmi in vista delle sfide che ci attendono. Il Ddl, intanto, arriva in aula a settembre e non è finito così, visto che sono due i passaggi parlamentari previsti tra Senato e Camera» e visto che potrebbe riaffiorare la minaccia della fascia C fuori dalla farmacia. Non solo, Racca sottolinea la necessità di valorizzare «quello che abbiamo portato avanti in questi mesi: la farmacia come presidio del servizio sanitario nazionale e per la tutela del cittadino».

Marco Malagutti
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