Sanità

nov182015

Ddl concorrenza. Racca (Federfarma): farmacista figura vincolante in società di capitale

Ddl concorrenza. Racca (Federfarma): farmacista figura vincolante in società di capitale
«Le norme del ddl concorrenza che aprono la titolarità delle farmacie alle società di capitale, potrebbero essere ancora migliorate». Così Annarosa Racca, presidente nazionale di Federfarma, torna sul tema caldo degli ultimi mesi e dalla due giorni di Palermo, che ha visto a raccolta i delegati europei del settore, auspica che la figura del professionista sia presente in queste società. Nella versione licenziata dalla Camera, infatti, il ddl prevede che nella proprietà delle farmacie la professione possa mancare del tutto, sebbene per Federfarma è necessario che ne sia prevista almeno la presenza maggioritaria, ossia il 51%.

Presidente Racca, nel ddl concorrenza avete chiesto l'introduzione di alcuni punti fondamentali...
Apprezziamo alcuni paletti introdotti per il capitale, sul fronte delle incompatibilità, per esempio. Ma vogliamo l'inserimento vincolante della figura del farmacista nelle società. Una presenza che deve essere maggioritaria. Noi chiediamo la maggioranza semplice, cioè il 51%.

Perché l'esigenza di un confronto con i delegati degli altri Stati europei sulle condizioni di salute delle farmacie?
Era importante avere un confronto tra i Paesi del mediterraneo sia sulle norme che sui nuovi servizi che danno una remunerazione e fanno superare le attuali difficoltà economiche che rendono le farmacie facilmente acquistabili dai privati non farmacisti. Abbiamo sancito un'alleanza più stretta e più forte, abbiamo capito di avere problemi comuni, come i prezzi e i margini che diminuiscono, ma abbiamo visto quanta volontà c'è di investire nella farmacia e quanto la farmacia riesce ad essere competitiva in termini di prezzi e di servizi e, quindi, di grandi risparmi per il Ssn. Deve esserci un'alleanza tra i Paesi mediterranei per poter avere a Bruxelles più potere contrattuale.

Avete ipotizzato che la farmacia possa rappresentare un modello per uscire dalla crisi. È la ricetta anche italiana?
Siamo un settore economico molto importante, nelle farmacie lavorano 85mila persone, di cui 55mila laureati. Diamo lavoro a tante persone, cittadini che pagano le tasse. Un settore che, finalmente, ha ricevuto un riconoscimento importante dal Governo, ha riconosciuto il ruolo della farmacia, anche sociale, e detto che la farmacia deve rimanere libera. Abbiamo dimostrato che i prezzi dei farmaci da banco usciti dalla farmacia sono aumentati in maniera spaventosa, con un picco quasi del 10%. Abbiamo più volte ribadito quanta importanza abbia la farmacia nel sistema sociale, e le nostre piattaforme informatiche quanto producano in termini di risparmi tra il prescritto e l'erogato. Abbiamo verificato quanto la distribuzione del farmaco attraverso le strutture pubbliche, costi allo Stato dieci volte di più che non attraverso la farmacia.

Rossella Gemma
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