Sanità

lug182016

Ddl concorrenza, riparte l'esame in commissione. Da Fofi e Federfarma valutazioni divergenti

Ddl concorrenza, riparte l’esame in commissione. Da Fofi e Federfarma valutazioni divergenti
Riparte domani in commissione Industria l'esame del Ddl concorrenza. Stando al calendario la questione in commissione dovrebbe essere risolta entro mercoledì e il testo dovrebbe finalmente arrivare in aula al Senato per la discussione, per essere votato a partire dalla settimana successiva e per giungere, almeno negli auspici, a conclusione entro la fine del mese. Ma l'uso dei condizionali è d'obbligo visto il percorso a dir poco accidentato del testo e visti i fittissimi calendari d'aula. Quello che è certo è che sul fronte delle farmacie la questione, almeno a livello di commissione, dovrebbe essere risolta con la previsione di concedere al massimo il 20% degli esercizi alle società di capitali.

Ed è altrettanto certo che i due principali riferimenti istituzionali del mondo della farmacia Fofi e Federfarma, Federazione degli Ordini e sindacato dei titolari, danno del testo in arrivo in aula e dell'emendamento approvato una lettura del tutto differente. Per il presidente di Federfarma Annarosa Racca «con questo emendamento Governo e Parlamento hanno comunque lanciato un ulteriore segnale di attenzione nei confronti della farmacia» ed è «evidente che quel 20% sia il massimo attualmente conseguibile in una mediazione politica imperniata al realismo». Al contrario il recente comunicato Fofi sul tema, conferma «la sua contrarietà all'ingresso delle società di capitali nella gestione delle farmacie per l'impatto che questo può avere sulla continuità del servizio offerto fino a oggi ai cittadini dalla rete delle farmacie indipendenti, sull'autonomia professionale e le prospettive occupazionali dei farmacisti e infine perché controproducente ai fini dello stesso concetto di concorrenza».

In pratica laddove Federfarma vede il bicchiere mezzo pieno e considera un successo aver consolidato un ampio schieramento di voci «irrevocabilmente contrarie alla deregulation dei farmaci con ricetta», Fofi vede il bicchiere pressoché vuoto e considera il tetto del 20% a livello regionale una seria apertura «alla formazione di un oligopolio che renderebbe residuale il ruolo delle farmacie rette dai professionisti» visto che «cinque sole società potrebbero detenere "a norma di legge" la totalità delle 20.000 farmacie italiane oggi esistenti». Ora si tratta di seguire i prossimi sviluppi politici perché come dice Racca «la battaglia non è finita» ma stando al Consiglio direttivo Fofi fino ad ora la battaglia è stata persa.


Marco Malagutti
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