Sanità

mar42016

Ddl concorrenza, scartato emendamento su rurali, Sunifar: non vogliamo l'elemosina

Ddl concorrenza, scartato emendamento su rurali, Sunifar: non vogliamo l'elemosina
Tanto fumo e niente arrosto. Questo è ciò che pensa il Sindacato unitario dei farmacisti rurali (Sunifar) dell'emendamento scartato ieri alla Camera che proponeva un aumento delle indennità di residenza per le farmacie rurali. «Non vogliamo l'elemosina - afferma il Presidente Sunifar Alfredo Orlandi parlando con Farmacista33 - se questo emendamento fosse stato approvato per noi non sarebbe cambiato nulla, anzi, lo ritengo anche leggermente offensivo». Offensivo perché, secondo Orlandi, non sarebbe certo un rimborso "una tantum" a fare la differenza per i farmacisti rurali che «non lavorano "una tantum", ma tutti i giorni», sottolinea. La mancata rivisitazione della norma sull'indennizzo alle farmacie site in località disagiate non ha dunque smosso più di tanto il presidente Sunifar, la cui attenzione è invece rivolta a ben altre norme che, a detta di Orlandi, andrebbero riviste e fatte rispettare: «L'unica cosa che avrebbe portato beneficio alla farmacia rurale sarebbe stata la rivalutazione del fatturato di riferimento delle rurali sussidiate». Secondo la norma che ha istituito il fatturato di riferimento prevedeva una rivalutazione ogni due anni: «peccato che non specificasse di quanto dovesse essere questo adeguamento che dall'96 ad oggi non è mai avvenuto - spiega Orlandi - il risultato è che ora ogni Regione interpreta questo fatturato di riferimento come meglio si confà alle proprie casse. È una Legge dello Stato che lo Stato per primo non applica. I problemi che hanno le farmacie rurali sono uguali dal Trentino alla Sardegna, ciò che non si capisce è come sia possibile che 21 Regioni abbiano 21 indennità di residenza diverse, se non di più. Alcune Regioni riconoscono una particolare attenzione alle farmacie rurali e altre meno». Per quanto riguarda invece la bocciatura dell'uscita della Fascia C dalle farmacie, «ci auguriamo che sia un modo per ribadire una linea governativa sempre più pronta a considerare le farmacie, e in particolare le rurali, un importante presidio sul territorio, che eroga servizi a favore dello Stato - afferma Orlandi - noi non siamo privati a tutti gli effetti, noi lavoriamo per lo Stato. Se liberalizzassero veramente tutto poi chi ci andrebbe nel piccolo centro dove non si trovano neanche più i negozi o i camioncini che una volta venivano a vendere periodicamente prodotti artigianali».

Attilia Burke
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