Sanità

set52012

Decreto Balduzzi, le Regioni chiedono al governo di ritirarlo

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La distanza minima dei 200 metri non pare più sotto minaccia. Così almeno risulterebbe dalla bozza aggiornata del decreto che ieri mattina Balduzzi ha recapitato alle Regioni e che oggi, secondo i programmi, dovrebbe essere esaminata in Consiglio dei ministri. L’anticipazione arriva da una nota diffusa ieri dal presidente di Federfarma Roma, Franco Caprino, ma conferme indirette parrebbero arrivare anche dalle amministrazioni regionali: «Prendiamo atto che nella bozza di stamattina una parte dei nostri emendamenti è stata accolta» ha detto Luca Coletto, presidente del comitato Salute, all’uscita dalla Conferenza indetta dai governatori per discutere del decreto. Troppo poco però per cantare vittoria, come si desume dal comunicato diffuso a ruota: «Non sono stati recepiti molti emendamenti considerati irrinunciabili e dirimenti per la garanzia di un corretto rapporto istituzionale fra i due livelli di governo».
Al momento non si sa ancora quale potrebbe essere il testo che oggi approda in Consiglio dei ministri, ma dalle Regioni arriva in ogni caso l’invito perché il Governo “parcheggi” il provvedimento e avvii un confronto con le amministrazioni: «Nell’ultimo testo disponibile» si legge ancora nel comunicato dei governatori «non ravvisiamo gli elementi di decretazione d’urgenza». L’esecutivo, quindi, eviti il ricorso a questo strumento legislativo e avvii con le amministrazioni un confronto diretto anche «alla sottoscrizione del nuovo Patto per la salute, garantendo le risorse necessarie alla tenuta del sistema».


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