Sanità

mar252021

Decreto Sostegni: aiuti a imprese e professionisti. Le novità e i requisiti per accedere

Decreto Sostegni: aiuti a imprese e professionisti. Le novità e i requisiti per accedere

Dai contributi a fondo perduto agli aiuti per i centri storici sono tante le misure del Decreto Sostegni che rappresentano un aiuto alle imprese, farmacie comprese

Dai contributi a fondo perduto, agli aiuti per i centri storici, all'incremento del fondo per l'esonero dai contributi previdenziali per autonomi e professionisti: sono tante le misure contenute nel cosiddetto Decreto Sostegni che dovrebbero rappresentare un aiuto alle imprese, farmacie comprese, che nel periodo dell'emergenza sanitaria hanno registrato cali di fatturato e difficoltà. Ma chi ne ha diritto e quali sono i criteri per accedere? Vale la pena ripercorrere i principali requisiti.

Contributo a fondo perduto è indipendente dalla tipologia di attività

Una prima misura di sostegno alle imprese in difficoltà a causa della crisi sanitaria è il contributo a fondo perduto a favore degli operatori economici e il primo punto da sottolineare è che si tratta, a differenza del passato, di una misura non limitata a quelle attività direttamente interessate dalle disposizioni di contenimento per il covid-19, ma vale per «tutti i codici Ateco». Come si legge in un articolo pubblicato oggi da Sedivanews, tra le «condizioni che devono essere rispettate per fruire di tale agevolazione c'è l'aver dichiarato redditi relativi al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019 in misura non superiore a dieci milioni di euro, nonché la sussistenza di un ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019 (art. 1 dl n. 41/2021 pubblicato nella G.U. del 22/03/2021)». Va detto che «il contributo spetta anche in assenza di tali requisiti, ai soggetti che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019». Mentre, «sono esclusi i contribuenti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto (23 marzo) e naturalmente anche quelli che hanno aperto la partita Iva in data successiva. Il contribuente potrà comunque richiedere, al posto dell'erogazione del contributo, un credito d'imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24».

Importi e requisiti: un esempio di farmacia che può accedere

Per quanto riguarda gli importi, è stato «previsto un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le società di persone o di capitali e un tetto massimo pari a 150.000 euro». A ogni modo, in merito alle modalità di calcolo, «all'importo corrispondente alla riduzione media mensile di fatturato registrato nell'anno 2020 rispetto all'anno 2019 viene applicata una percentuale variabile in dipendenza dal volume d'affari 2019 - così articolata:
- 60% per i contribuenti con un fatturato entro i 100 mila euro;
- 50% tra 100 mila e 400 mila euro;
- 40% tra 400 mila e un 1 milione di euro;
- 30% tra 1 milione e 5 milioni di euro;
- 20% tra 5 e 10 milioni di euro.
Nell'articolo viene fatto un esempio: «Si prenda il caso di una farmacia che nel 2019 ha registrato un fatturato pari a un milione di euro e che nel 2020 questo sia sceso a 650.000 euro. La media mensile del 2019 è dunque pari a 83.333,34 euro, mentre quella del 2020 è pari 54.166,67 euro, con una riduzione del 35%. Ora, alla differenza tra le due medie mensili (pari a 29.166,67 euro) andrà applicata la percentuale del 30% in base agli scaglioni sopra riportati, cosicché spetterà un contributo a fondo perduto pari a 8.750 euro».

Le modalità per fare richiesta

Ma come poter accedere all'aiuto? Come riferito in una nota dell'Agenzia delle Entrate, «sono online il modello e le istruzioni per richiedere il nuovo contributo a fondo perduto previsto dal Dl Sostegni. A partire dal 30 marzo e fino al 28 maggio le richieste andranno inviate all'Agenzia delle Entrate, anche avvalendosi di un intermediario, tramite i canali telematici dell'Agenzia o mediante la piattaforma web messa a punto da Sogei, disponibile nell'area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" del sito internet. L'orario di apertura del canale sarà comunicato dalle Entrate sul proprio sito istituzionale con un'apposita comunicazione. Per ogni domanda, il sistema dell'Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso l'istanza. In particolare, in caso di esito positivo, le Entrate comunicheranno l'avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento dello stesso come credito d'imposta nel caso di tale scelta) nell'area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" - sezione "Contributo a fondo perduto - Consultazione esito"».

Gli aiuti per le zone turistiche e esonero contributo previdenziale soggettivo

Come si apprende poi da una comunicazione di Federfarma Roma, ci sono novità anche in merito al contributo a fondo perduto per le attività economiche e commerciali nei centri storici (Articolo 1, comma 11). «La platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto previsto dall'art. 59, comma 1, lett. a), del D.L. 104/2020 (decreto "Agosto") - il cui termine per la presentazione della domanda è scaduto lo scorso 14 gennaio - è stato circoscritto ai titolari di attività economiche e commerciali ubicate nei centri storici dei soli comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti ove sono situati santuari religiosi che, in base all'ultima rilevazione resa disponibile da parte dell'Istat, abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti nei comuni stessi». Inoltre, (Articolo 3 - Fondo per l'esonero dai contributi previdenziali per autonomi e professionisti), «è stata incrementata la dotazione finanziaria del Fondo destinato ai soggetti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, tra i quali è ricompreso anche l'Enpaf. Tale Fondo è volto a consentire agli Enti di esonerare dal contributo soggettivo dovuto, gli iscritti con reddito professionale, nell'anno di imposta 2019, non superiore a 50.000 euro e che hanno registrato un calo del fatturato pari almeno al 33% rispetto al valore dichiarato nell'anno precedente».

Francesca Giani
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