Sanità

giu222017

Decreto vaccini, il Governo lo ammorbidisce. Ecco cosa cambia

Decreto vaccini, il Governo lo ammorbidisce. Ecco cosa cambia
Dodici vaccini obbligatori, sì, ma punizioni meno gravi per le famiglie "renitenti": pare questo l'indirizzo preso dal governo alle soglie della conversione del decreto legge sui vaccini in Senato. Non sembra però esserci alcuna correlazione tra l'ammorbidimento e la relazione della commissione bilancio del Senato che fa notare come non siano state calcolate le coperture adeguate per offrire i vaccini obbligatori a tutti. Incontri tra il ministro della Salute ed esponenti Pd avrebbero portato a un compromesso con chi ritiene ragionevole discutere in particolari casi l'obbligo vaccinale: la perdita della patria potestà per il genitore che non vaccina potrebbe limitarsi a casi particolari, e la sanzione per le famiglie che iscrivono i figli a scuola dell'obbligo ma non li vaccinano potrebbe scendere dal tetto di 7500 euro.

Questi segnali hanno suscitato preoccupazioni nelle società scientifiche, la Società di Pediatria esorta a tenere duro e ad introdurre una tredicesima vaccinazione obbligatoria, anti-pneumococcica; dalla Fimmg arriva il monito: sarebbe "sbaglio enorme" eliminare alcuni vaccini dal decreto. In effetti la terza mossa del governo è quella che più fa pensare: ove tra qualche anno si raggiungesse una copertura del 95% o superiore per tutte le 12 vaccinazioni rese obbligatorie, adempiendo alle richieste del decreto, per singole patologie l'obbligo potrebbe essere messo in discussione previo ok del mondo della ricerca, con un iter ancora da definire. Intanto dal Senato giunge la relazione della Commissione Bilancio secondo cui il governo nella relazione tecnica di accompagnamento al decreto non avrebbe tenuto conto di almeno cinque punti dolenti: primo, non sono stati fatti i conti se le dosi di vaccino per raggiungere la copertura del 95% per le quattro classi vaccinali individuate dal 2001 ad oggi siano approvvigionabili senza ulteriori costi per lo stato; secondo, non sono stati calcolati gli aggravi retributivi in termini di straordinari per le segreterie delle scuole che dovranno gestire i rapporti con le famiglie quando entro il 10 luglio chiederanno i certificati vaccinali per riscontrarli, e per il personale dei Servizi di Igiene Asl, medico, infermieristico ed amministrativo chiamato a vaccinare chi ancora non lo aveva fatto. Non sono state fatte previsioni di alcun genere sugli indennizzi che chiederanno le famiglie a seguito di danni permanenti -pur da ipotizzare - a seguito di effetti avversi delle vaccinazioni obbligatorie. Non è stato inserito l'aggravio costituito dall'incremento dei minori stranieri non accompagnati, i giovani immigrati saliti da 5489 del 2015 a 7546 del 2016 e ancora in crescita che dovranno fare tutte le vaccinazioni previste per le rispettive classi di età.

Non è stato previsto il costo della formazione dei docenti che dovranno fare educazione sanitaria nelle scuole: l'aver contemplato 22 allievi-docenti per classe (quindi gruppi di 22 scuole) fa pensare a spostamenti degli insegnanti di piccoli comuni che andranno comunque retribuiti. Un'attenzione particolare è dedicata alle vaccinazioni che si dovranno fare: i nati delle coorti 2001-04 e 2005-11devono effettuare tetano polio epatite B e difterite più pertosse e haemophylus B, più morbillo parotite rosolia; per i nati dal 2012 si aggiunge l'antimeningococco C; per i nati dal 2017 si aggiungono antimeningococco B e antivaricella, con copertura minima del 95%. Tuttavia il Piano nazionale vaccini e il decreto Lea per quest'anno prevedevano una copertura del 60% sulle due patologie, e l'anno prossimo del 75%: l'aggravio potrebbe essere colmato dai risparmi ottenuti con il calo previsto del prezzo dei vaccini.


Mauro Miserendino
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