Sanità

lug122017

Decreto vaccini, su farmacie ipotesi ancora aperte

Decreto vaccini, su farmacie ipotesi ancora aperte

Prima la bocciatura per mancanza di coperture finanziarie, arrivata nella mattinata dalla commissione Bilancio, per gli emendamenti sulla possibilità di somministrare da parte dei medici i vaccini in farmacia - che aveva ricevuto nei giorni scorsi il via libera dalla commissione Igiene e sanità - e sull'obbligo di vaccinare gli operatori sanitari e scolastici, poi un colpo di scena che ha riaperto i giochi per gli stessi emendamenti. AL termine di una giornata ricca di schermaglie in aula al Senato sul decreto vaccini, le uniche certezze sono che il Governo non è intenzionato a mettere la fiducia e che il voto finale in Senato dovrebbe slittare fino a martedì della prossima settimana. Gli emendamenti (e subemendamenti) su cui l'Aula è chiamata a esprimersi sono circa 300. Per quanto riguarda le modifiche uscite dall'esame della commissione Igiene e Sanità, c'è, tra le altre, quella sull'istituzione dell'anagrafe vaccinale nazionale che registrerà la situazione vaccinale degli italiani. Mentre, come anticipato, i due emendamenti che avevano ricevuto l'ok della commissione sull'obbligo per operatori sanitari e scolastici e sulle farmacie sono stati prima bloccati dalla commissione Bilancio per mancanza di coperture poi Pd e Forza Italia hanno trovato un'intesa politica grazie alla quale il Governo scongiura il ricorso alla questione di fiducia, e si ripresentano i due emendamenti in Aula. Con qualche novità. "Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, possono autorizzare la somministrazione, da parte dei medici che hanno facoltà di avvalersi della collaborazione di infermieri o assistenti sanitari, dei vaccini di cui all'articolo 1 presso le farmacie aperte al pubblico, in spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con accordo dello Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono stabilite le modalità per l'attuazione di cui al primo comma anche in ordine ai profili relativi alla certificazione dell'avvenuta vaccinazione" recita il nuovo testo sulle vaccinazioni in farmacia. Ripresentato in Aula anche l'altro emendamento sull'obbligo vaccinale anche per operatori sanitari e scolastici e a questi se ne è aggiunto un terzo per estendere l'obbligo vaccinale anche ai minori stranieri non accompagnati. Tutti e tre gli emendamenti sono nuovamente all'esame per verificare le coperture economicheIn mattinata il presidente della V Commissione, Giorgio Tonini: in merito all'emendamento sulle farmacie aveva detto che «ci servirebbe una relazione tecnica del ministero della Sanità che ci dica quanto costa il servizio. Quella relazione poi dovrebbe passerebbe al vaglio della Ragioneria dello Stato». Tonini, secondo quanto riportato dalle agenzie, rimarca anche che «non c'è nessuna polemica sul merito dell'emendamento che però provocherebbe un costo per le Asl che dovrebbero provvedere a mandare medici e infermieri nelle farmacie. Le farmacie non possono offrire il servizio gratis». Ricorda poi che «l'improcedibilità può comunque essere aggirata dall'aula se c'è un quorum di 15 senatori che chiedono di metterla in votazione. Se passasse, l'Assemblea se ne assume la responsabilità, ma a quel punto la norma passerebbe al vaglio del capo dello Stato che potrebbe, in caso di mancanze di coperture dei provvedimenti ex articolo 81, anche rimandare il decreto alle Camere». Sul Decreto è arrivata anche una riflessione da Luigi d'Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente Commissione Sanità Senato, nel suo intervento in aula sul decreto Vaccini: «Si poteva fare qualcosa di diverso», «per superare le criticità che restano». Lo «strumento del decreto è un metodo imperativo, ma imperativi sono anche i contenuti. Avrei preferito che rispetto alla introduzione dell'obbligo avesse avuto prevalenza una forte e capillare campagna di educazione, informazione e sensibilizzazione che rappresentano le parole d'ordine per recuperare quel livello di pacificazione in un paese che sta dividendosi inopinatamente tra pro e contro le vaccinazioni. Un esplicito riferimento alle eventuali reazioni avverse tra i presupposti per la programmazione; la disponibilità di vaccini monocomponente; l'aumento delle fasce target d'età per l'obbligo vaccinale del morbillo che ha una linea mediana di ventisette anni; l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari; l'accesso ai servizi vaccinali garantendo l'idoneità degli ambienti e tempi di accesso contenuti; la possibilità di effettuare la vaccinazione in farmacia da parte dei medici assistiti dal personale sanitario; la copertura vaccinale dei migranti; il peso sproporzionato della afflittività delle sanzioni: ecco, sono tutte criticità sulle quali ci auguriamo e ci attendiamo che il governo destini una attenzione concreta dando il via libera a specifici emendamenti che ho presentato con altre forze politiche di opposizione, in un recuperato rapporto di responsabilità reciproca. Ora l'impegno della Politica deve essere quello di pacificare il clima che si è determinato nel Paese, di restituire alla comunità un pieno recupero di fiducia nelle Istituzioni e nel lavoro che esse svolgono con serietà, trasparenza e rigore nel primario interesse della salute pubblica e ne rispetto delle basi più elementari della medicina e della evidenza scientifica».


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