Sanità

mar82019

Deprescrizione Asl Torino, farmacie rivendicano ruolo nell'aderenza alla terapia

Deprescrizione Asl Torino, farmacie rivendicano ruolo nell’aderenza alla terapia
Le farmacie rivendicano il proprio ruolo nell'aderenza alla terapia e manifestano le loro perplessità, condividendo quelle dei medici, non sull'obiettivo di evitare inappropriatezze e sprechi, ma sul metodo previsto dal progetto "Deprescrizione e Riconciliazione Terapeutica" della ASL TO3 in cui un medico e un infermiere della Asl valutano la correttezza dell'uso dei medicinali assunti dall'assistito, e provvedono all'eventuale aggiornamento delle terapie in corso: crea confusione e mina il rapporto fiduciario con il proprio medico curante e la farmacia. Questa la posizione di Federfarma Piemonte espressa in un comunicato in cui sottolinea di condividere le stesse perplessità espresse dal Segretario della Fimmg piemontese, che "non riguardano evidentemente l'esigenza di evitare inappropriatezze e spreco di risorse nell'assunzione dei medicinali, ma risiedono nel metodo che si intende utilizzare". Federfarma ritiene che l'attività di valutazione del corretto utilizzo dei farmaci, in quantità e qualità, e di eventuale aggiornamento delle terapie in corso, "non possa prescindere dalla partecipazione dei Medici di medicina generale e delle Farmacie che, anzi, dovrebbero essere gli unici soggetti ad espletarla: entrambi sono punti di riferimento dei cittadini sul territorio, i primi prescrivono i farmaci, le seconde li dispensano e forniscono le relative spiegazioni di utilizzo in sintonia e sinergia con i medici stessi, contribuendo così a porre i presupposti per favorire l'aderenza alle terapie, obiettivo primario da perseguire sia in termini di salute che di risparmio complessivo". Il progetto, invece, "sembra andare invece nella direzione opposta: fare intervenire soggetti estranei a questo percorso, addirittura con il compito anche di sospendere l'utilizzo di alcuni medicinali, rischia di ingenerare confusione nell'utente, minare il rapporto fiduciario con il proprio medico curante e la farmacia e, in definitiva, nuocere alla sua salute. Non a caso, il Ministero della Salute aveva raccomandato espressamente che l'avvio di tali attività sul territorio avvenisse "coinvolgendo gli studi/ambulatori dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di famiglia (PdF) e le Farmacie di comunità". Come del resto suggerisce il dr. Venesia e sollecita Federfarma, che mette fin d'ora a disposizione le farmacie ed i farmacisti che operano al loro interno.
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