NUTRIZIONE

set202013

Dermatite atopica: un aiuto anche dall’alimentazione

È una malattia in ascesa negli ultimi 50 anni, più comune nelle aree urbane. Accanto ai farmaci di solito usati per alleviare i sintomi e all’uso di creme per una costante idratazione della pelle, un piccolo aiuto nei soggetti a rischio può venire dall’alimentazione, fin dalla più giovane età.

La dermatite atopica (o eczema atopico) è una malattia infiammatoria della pelle, caratterizzata da un prurito intenso e dalla comparsa di arrossamenti, vesciche e croste in diverse zone del corpo. Colpisce generalmente entro il primo anno di età ma si stima che, nei bambini fino a 10 anni, la prevalenza sia attorno al 15-20%. È una malattia cronica, che dopo periodi di apparente guarigione può ripresentarsi più avanti negli anni. Ne è affetto circa l’1% della popolazione adulta, valore che comprende anche i soggetti che avevano manifestato la malattia da piccoli. Ha evidenti origini genetiche, ma fattori ambientali, fra cui la nutrizione nelle prime fasi della vita, giocano comunque un ruolo determinante, almeno nell’alleviare i sintomi o ritardarne la comparsa. Nei bambini la dermatite atopica può essere innescata da infezioni respiratorie, in grado anche di acutizzare sintomi già presenti; in generale le infezioni batteriche o virali ricorrenti, gli allergeni alimentari (comunemente le arachidi, le uova, il latte vaccino, la soia, il pesce e i crostacei), alcune infezioni cutanee e lo stress sono tutti fattori di rischio, che possono accendere la malattia, sebbene con reazioni di diversa entità da individuo a individuo. Poiché si manifesta in soggetti con un’iperreattività a stimoli numerosi e diversi, è comune, ma non è la regola, che nel corso del tempo compaia anche un’allergia alimentare. Per questo motivo, se c’è una predisposizione accertata, sono necessari consigli dietetici mirati. Per i neonati con un’alta familiarità (parentela di primo grado), l’allattamento al seno per i primi tre mesi riduce il rischio di dermatite atopica, perlomeno durante l’infanzia. Nei bambini non allergici e con una forma lieve di dermatite atopica, un valido aiuto per mitigare i sintomi può venire anche dall’uso di integratori, come acidi grassi essenziali, prebiotici, probiotici e simbiotici. Sebbene siano ancora necessari studi per capire i meccanismi d’azione di simili supplementi, conferme sull’efficacia arriva da una review sistematica recentemente pubblicata: 21 studi effettuati su bambini fino a 3 anni hanno permesso di concludere che certi supplementi sono efficaci nel prevenire o nel diminuire la severità dei sintomi. Le evidenze migliori nella prevenzione a lungo termine della dermatite sembrano fornite dai probiotici, in particolare Lactobacillus rhamnosus GG, quando assunti sia dalla madre sia dal bambino. Inoltre l’acido gamma-Linolenico ha dimostrato di poter alleviare i sintomi della dermatite, mentre i prebiotici e l’olio di semi di ribes nero (una combinazione di acido gamma-linolenico e acidi della serie omega-3) hanno dimostrato di poterne ridurre lo sviluppo. 

JAMA Dermatol 2013; 149(3):350-5
Ann Nutr Metab 2011; 59 (suppl 1):20–26
http://www.lascuoladellatopia.it
Pediatrics 2008; 121(1):183-91 

Francesca De Vecchi - specialista in scienze dell’alimentazione


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