Galenica

set202019

Dermatite seborroica, trattamento topico galenico con zinco piritione

Lo zinco piritione è un agente fungostatico e batteriostatico, che viene utilizzato per il trattamento della dermatite seborroica

Dermatite seborroica, trattamento topico galenico con zinco piritione
La dermatite seborroica può assomigliare in prima istanza ad una "semplice forfora", anche se le caratteristiche delle scaglie di epidermide che si formano sono differenti. Le parti più colpite sono il cuoio cappelluto, la parte centrale del volto e la zona sternale. Anche la parte interna di gomiti, ginocchia e pube possono essere interessate. Normalmente colpisce bambini e gli adulti tra I 30 ed i 60 anni.
La causa di questa patologia è tuttora sconosciuta. Ma l'utilità del principio attivo risiede nel controllo della replicazione di ceppi fungini del genere Malassezia che sono presenti in notevole quantità nelle zone colpite e sembrano giocare un ruolo importante nello sviluppo della dermatite.
Per il trattamento si utilizzano forme farmaceutiche topiche composte da steroidi, acido salicilico, selenio e, appunto, zinco piritione.
Scoperto negli anni '30, questo sale di zinco è stato modellato razionalmente per assomigliare all'acido aspergillico, un agente antimicrobico naturale. L'efficacia dello zinco piritione deriva da due distinte proprietà. Innanzitutto, è un antimicrobico-batteriostatico ad ampio spettro, che comprende sia batteri gram+ che gram- che i miceti: blocca l'attivazione della pompa protonica trans-membrana, portando una stasi al metabolismo cellulare. Inoltre, è estremamente poco solubile in tutti i solventi organici: questo significa che sarà sempre applicato come materia particellare. Le particelle si depositano e rimangono a contatto della zona cutanea da trattare anche quanto applicate mediante prodotti a risciacquo.
Il risultato lo potremmo definire un "rilascio prolungato" che estende i benefici dell'applicazione nel tempo.
Tuttavia, perché sia realmente efficace, è bene che la molecola sia uniformemente distribuita sia sulla superficie cutanea che all'interno dei follicoli piliferi. Inoltre, la formulazione deve consentire una dispersione stabile del prodotto, e il mantenimento della forma attiva della stessa. In particolare, è bene che il pH sia compreso tra 4 e 8.Può contribuire anche ad una protezione contro I raggi UV, in quanto si decompone lentamente alla luce UV e funge da schermo.
Lo zinco piritione si può addizionare a basi già pronte per shampoo o formulare ex-novo delle lozioni, anche in associazione con altri principi attivi. In cosmetica si utilizza a concentrazioni pari allo 0,5%, in caso di prescrizione medica (ricetta ripetibile) tale valore può aumentare.

Esempio formulativo

Materiali: bilancia, becher, bacchetta di vetro
Zinco piritione 2%
Acido salicilico 3%
Glicole propilenico 15%
Alcool 60° qb a 100ml

Solubilizzare in un becher l'acido salicilico nell'alcool, quindi aggiungere il cosolvente, glicole propilenico. Aggiungere zinco piritione e portare a volume. Nell'etichetta evidenziare la necessità di agitare vigorosamente prima dell'uso. Si può pensare di aggiungere un agente sospendente o viscosizzante per mantenere più stabile la sospensione.

Luca guizzon
Farmacista territoriale esperto in fitoterapia, farmacia Campedello, Vicenza

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