Sanità

set252018

Determine Aifa su riduzione prezzi per ripiano ospedaliera. Impatto su filiera ma situazione in evoluzione

Determina Aifa su riduzione prezzi per ripiano ospedaliera. Impatto su filiera ma situazione in evoluzione
Sono quattro, a oggi, le Determine di Aifa sulla riduzione del prezzo dei medicinali delle aziende farmaceutiche che non hanno versato le quote spettanti a titolo di pay-back per il ripiano della spesa farmaceutica ospedaliera del 2016 - l'ultima delle quali in attesa ancora di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e quindi non ancora in vigore. Una misura che non riguarda, come ci si sarebbe aspettati, solo i farmaci classificati in fascia H, ma interessa anche quelli in fascia A, con ricadute sulla filiera. Ma la situazione risulta essere in continua evoluzione, innanzitutto perché diverse aziende stanno provvedendo a saldare gli importi e gli impatti vanno di volta in volta ricalcolati.

Come si ricorderà, in assenza del versamento da parte delle aziende farmaceutiche delle quote di ripiano dello sfondamento della spesa ospedaliera spettanti e nei termini, "comporta l'adozione da parte di Aifa di provvedimenti di riduzione del prezzo di uno o più medicinali dell'azienda interessata, in misura e per un periodo di tempo tali da coprire l'importo corrispondente alla somma non versata, incrementato del 20%», con esclusione dei medicinali che hanno ottenuto nel corso del 2016 il riconoscimento del requisito dell'innovatività. Ma il meccanismo di recupero delle somme messo in campo da Aifa, come aveva denunciato Federfarma in una lettera di metà settembre ad Aifa, «non ha coinvolto, come invece sarebbe stato logico attendersi, unicamente i farmaci classificati in fascia H, ma eÌ stato esteso anche a numerose confezioni di fascia A, erogabili in assistenza convenzionata tramite la rete delle farmacie, cosiÌ penalizzando anche queste ultime (rimborsate dal SSN in base al prezzo stabilito), nonostante esse siano completamente estranee alla vicenda e non sia loro imputabile alcuna violazione di un obbligo di legge».

Il punto contestato è che questa formulazione «penalizza, sia pure indirettamente, una categoria come quella delle farmacie, che (come quella dei grossisti) eÌ del tutto estranea al pay-back della spesa ospedaliera». Così, tra le richieste che erano state avanzate dal sindacato titolari c'era quindi che «la misura si limitasse a colpire i farmaci in fascia H, cosiÌ tenendo indenni le farmacie, oppure, se (indebitamente) estesa ai farmaci di fascia A, stabilisse espressamente che resta neutra quanto alle obbligazioni di rimborso in favore delle farmacie da parte delle ASL (che dovranno continuare a rimborsare, dunque, in ragione del prezzo originario e non di quello diminuito)». Da luglio, a oggi, comunque, si sono susseguiti quattro interventi di Aifa per adeguare la situazione man mano che le aziende hanno saldato le quote spettanti cosicché l'elenco delle specialità sottoposte al provvedimento è stato ridimensionato, fascia A compresa. Questo, a quanto sembrerebbe soprattutto dall'ultima determina del 17 settembre, che tuttavia è ancora in attesa di essere pubblicata. Il tema, da quanto si apprende, sarà comunque oggetto del prossimo consiglio del sindacato.

Francesca Giani
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