Sanità

mar52014

Dg Conad rilancia: farmacie ancorate a modello del passato

croce farmacia

«La farmacia è ancorata da decenni a un ruolo che oggi il mercato e i cittadini non le riconoscono più». Lo sottolinea il Direttore generale di Conad Francesco Pugliese, rispondendo al presidente di Federfarma Annarosa Racca, a sua volta era stata chiamata in causa dallo stesso Pugliese su Farmacista33.  Per cominciare il rappresentante della Gdo precisa che se «le cose per la grande distribuzione non si sono mosse» è «perché c’è ancora il blocco dettato dalle varie legislazioni regionali. E chi più di un farmacista non vede di buon occhio l’ingresso nel mercato di un nuovo attore che può erodergli quote di mercato?» si domanda Pugliese. Poi c’è il capitolo mancanza di specializzazione di cui il Dg Conad accusa le farmacie. Una constatazione che Racca rispedisce al mittente, anche se Pugliese rincara precisando che «differenziarsi significa vivere il vostro mestiere in modo più imprenditoriale, assumendosi gli oneri – e gli onori – di scelte coraggiose. Significa fare pulizia dei troppi orpelli che limitano un’attività che, questo sì, è importante se ha al centro la salute delle persone». “La nostra mission è il farmaco” sottolinea Racca ma, dice Pugliese «basta osservare le vetrine di una qualunque farmacia, privata o comunale, e lo sguardo è attratto più dal vasto assortimento di prodotti e prodottini reperibili altrove anche con maggior convenienza che non da quello dei farmaci. È questo» dice il Dg Conad alla rappresentante dei titolari «che mal si sposa con la mission a cui lei fa appello, vale a dire “la salute della gente”. Infine l’annoso argomento delle liberalizzazioni che Pugliese rilancia definendole «l’occasione per contrastare posizioni di potere e di monopolio acquisite da tempo che nuocciono alle famiglie e ai giovani farmacisti in cerca di lavoro. Inoltre consentirebbero la dispensazione dei farmaci di fascia C, anche perché» aggiunge nelle nostre parafarmacie sono presenti i farmacisti a tutela della salute dei cittadini.  Conad» ricorda in conclusione il Dg «è fatto di tremila soci imprenditori di piccole dimensioni, legati tenacemente al territorio in cui operano, che si sono dati un’organizzazione cooperativa. Il nostro è, soprattutto, un modello societario che dà risposta ai bisogni di sviluppo imprenditoriale dei soci e risposte concrete alla crisi, perché re-investe gli utili nello sviluppo dell’attività imprenditoriale dei soci che, a sua volta, produce vantaggi economici – e non solo – per i cittadini. Non credo sia un delitto; di certo non è il business che lei mi imputa».

Marco Malagutti


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