Sanità

giu142019

Diabete, dall'Ame Day novità su farmaci, rimborsabilità e screening

Diabete, dall’Ame Day novità su farmaci, rimborsabilità e screening

Diabete, previsto per il 15 giugno il Convegno Macroregionale dell'Ame. Tra i temi che verranno affrontati, screening e rimborsabilità

L'approccio terapeutico al paziente diabetico è radicalmente cambiato anche grazie all'arrivo di antidiabetici di nuova generazione, ma prescrivibilità e rimborsabilità sono ancora limitate soprattutto nel caso di associazioni farmacologiche. Ma il punto fondamentale è l'utilità e le modalità di attuazione di programmi di screening del diabete di tipo 2. Questi i temi annunciati dall'Associazione Medici Endocrinologi in vista del Convegno Macroregionale Ame day che si svolgerà il 15 giugno a Bologna, Roma e Bari. In Italia sono oltre 3 milioni le persone con diabete di tipo 2, una malattia, sottolineano gli endocrinologi, di cui si parla tanto ma si conosce poco nella vita reale. È una malattia cronica, invalidante, gravata da una costellazione di complicanze croniche e acute, che aumentano drammaticamente la morbilità e la mortalità nei diabetici rispetto alla popolazione senza la malattia.
«Nel diabetico il rischio di malattie cardiovascolari è triplicato, quello di insufficienza renale terminale è decuplicato, il rischio di amputazione aumenta fino a 20 volte - spiega Sandra di Marco, UOSD Diabetologia, Asur Marche Area Vasta 4, Fermo - Fortunatamente da alcuni anni disponiamo di nuove classi farmacologiche in grado di modificare la storia naturale della malattia attraverso una dimostrata azione di protezione cardio-renale, oltre ai benefici sul controllo glicemico, sul peso corporeo e sulla riduzione del rischio ipoglicemico. Si tratta in particolare dei farmaci ipoglicemizzanti noti come SGLT2-in e GLP-1 RA protagonisti di importanti studi clinici che hanno dato risultati sorprendenti sull'efficacia nella riduzione della mortalità cardiovascolare e la progressione della malattia renale cronica. Il paradigma terapeutico del diabete è radicalmente cambiato e le ultime linee guida propongono un approccio centrato sul paziente, personalizzato e soprattutto globale, vale a dire non limitato al controllo glicemico ma esteso a tutte le componenti del rischio cardiovascolare, per la prevenzione delle complicanze micro e macrovascolari e la riduzione della mortalità, legate al diabete».
«In Italia la prescrivibilità e rimborsabilità degli antidiabetici di nuova generazione è condizionata dalle normative AIFA - aggiunge Carla Greco, Medico in formazione specialistica in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Università di Modena e Reggio Emilia - e negli ultimi anni si sono susseguite diverse novità legislative relative ai trattamenti con questi farmaci che hanno superato alcune limitazioni. Al momento purtroppo rimangono ancora alcuni limiti soprattutto per le associazioni farmacologiche, pur in presenza di molte evidenze scientifiche. Per esempio, non è ancora rimborsabile l'associazione di Dpp4-i e Sglt2-in che rientrerebbe nell'ottica di una precoce intensificazione terapeutica che permette di agire su differenti meccanismi patogenetici alla base del diabete. I Dpp4-i favoriscono la secrezione insulinica ed inibiscono quella di glucagone in modo glucosio-dipendente, mentre gli Sglt2-in riducono la glicemia per effetto della riduzione della soglia di riassorbimento tubulare di glucosio. Proprio i distinti meccanismi d'azione delle due classi di farmaci, risultando complementari se non addirittura potenzialmente additivi, forniscono la base per un efficace uso combinato».
«Un punto fondamentale di discussione è quello sull'utilità e le più idonee modalità di attuazione di programmi di screening del diabete di tipo 2 - conclude Antonia Elefante, UOC Malattie Endocrine e del Metabolismo, Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, Potenza. «L'importanza di un precoce riconoscimento e trattamento della malattia è supportata dall'osservazione che il diabete di tipo 2 clinicamente manifesto è preceduto da una lunga fase asintomatica, nella quale si instaura il danno a carico dei tessuti bersaglio, con conseguente comparsa delle complicanze del diabete già al momento della diagnosi. Il test di screening nelle persone a rischio, per esempio in età avanzata, obesi, con pregresso diabete gestazionale o con familiarità, non deve essere uno strumento fine a sé stesso, ma deve rappresentare un momento per istruire la popolazione sulle modifiche dello stile di vita in modo da ridurre la classe di rischio e dovrebbe essere ripetuto a distanza di 3 anni se negativo. Le persone con diabete di tipo 2 devono affrontare un cambiamento legato all'introduzione di stili di vita più sani - alimentazione e movimento - che sembrano di facile attuazione ma la realtà dice l'esatto opposto: forse anche su questo bisognerebbe lavorare di più».
«L'Ame Day è uno degli appuntamenti più importanti della vita dell'Associazione e ha lo scopo di portare l'aggiornamento professionale più vicino ai luoghi di lavoro. I temi endocrinologici sono affrontati focalizzando le idee attorno ai temi di maggiore interesse e scegliendo le informazioni più utili per la pratica clinica delle nostre realtà assistenziali, e rappresenta così un motore per il miglioramento professionale continuo». commenta Edoardo Guastamacchia, Presidente AME, Associazione Medici Endocrinologi.
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