Sanità

apr182019

Diabete e Piano terapeutico, medici famiglia: con prescrizione Mmg meno disagi e costi

Diabete e Piano terapeutico, medici famiglia: con prescrizione Mmg meno disagi e costi

Diabete e piano terapeutico, confronto fra Fimmg e Ministero per l'affidamento della prescrizione di antidiabetici da parte dei Medici di Famiglia

Se le medicine con piano terapeutico, a partire dai diabetici, fossero prescritte dal medico di famiglia si eviterebbero attese e costi agli assistiti con cronicità e senza bisogno di una dotazione aggiuntiva, come invece accade per gestire il più ampio e complesso quadro delle cronicità: un piano terapeutico si risolve in una ricetta da spendere in farmacia. Lo ha ribadito da Silvestro Scotti segretario Fimmg, nel colloquio con il ministro della Salute Giulia Grillo secondo quanto riportato dalla testata online Doctor33.it. Lo scorso marzo, Fimmg ha avuto un incontro sullo stesso tema, con il direttore dell'Agenzia del farmaco Luca Li Bassi, da cui è emerso che l'Aifa è incline ad avviare la sperimentazione per far prescrivere ai Mmg antidiabetici orali di classe Dpp4 per 18 mesi. Sul progetto pilota c'è un accordo del 2014 relativo a tutte le cronicità in cui la medicina generale si era impegnata a procurare 2 mila medici-prescrittori di piani, poi in effetti selezionati da sindacati e società scientifiche, ma invano. Ora Fimmg ha sottoposto al ministro Grillo risultati della ricerca del Centro studi su 1.130 medici di famiglia e 1,6 milioni di assistiti destinati alla terapia del Diabete 2, della Bpco e ai nuovi anticoagulanti orali (Nao). Il percorso con piano terapeutico specialistico - annuale o semestrale - comporta oltre 1,5 milioni di visite con un costo per il Servizio sanitario pari ad almeno 17 milioni di euro. Con risultati migliorabili visto che nel diabete, un paziente su due non aderisce alle cure, e nella Bpco l'aderenza scenda al 13%.
Il vicesegretario Fimmg Fiorenzo Corti ricorda l'attuale «divieto Aifa di far prescrivere ai medici di famiglia medicinali di prima scelta. Che invece sarebbero importanti nel ridurre, per esempio, le complicanze del diabete e gli effetti collaterali di principi attivi più "vecchi" che oggi prescriviamo». E sottolinea che la parte pubblica teme un incremento di ricette, ma una prescrizione ragionata «eviterebbe cronicizzazioni e peggioramenti nei pazienti». E chiarisce: «Il costo del farmaco prescritto dal medico di famiglia va messo a confronto con il costo affrontato dal servizio sanitario con il piano terapeutico specialistico, e con i disagi per il cittadino. Il paziente anziano deve chiedere al figlio di assentarsi dal lavoro per accompagnarlo alla visita, "intasa" il centralino dell'ospedale per la richiesta, si sobbarca una lista d'attesa che, pur non volendo, contribuisce a gonfiare. E lo specialista, anziché valutare su quesito clinico del medico di famiglia, partecipa a una procedura in buona parte burocratica». Corti sottolinea che i risparmi nella ricerca Fimmg «sono solo sanitari e non considerano i costi sociali. La prescrizione del Mmg può evitare anche attese e costi, di tempo ed economici, agli assistiti. Tra l'altro per questo tipo di gestione non abbiamo bisogno di una dotazione aggiuntiva come invece accade per gestire il più ampio e complesso quadro delle cronicità: un piano terapeutico si risolve in una ricetta da spendere in farmacia». Dopo la convocazione, Scotti dà atto a Grillo di sensibilità. Serve ora una «determinazione dei fabbisogni coerente con l'Accordo nazionale e con una riorganizzazione dell'offerta multi-professionale in capo alla medicina di famiglia più vicina ai nostri assistiti, sempre più anziani».

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