Benessere

apr82013

Diagnosi di celiachia in crescita negli Usa

Nel decennio scorso il numero di americani cui è stato diagnosticato il morbo celiaco ha continuato a crescere, per poi stabilizzarsi nel 2004. È il quadro che emerge dai risultati di uno studio della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota che ha analizzato i dati di un piccolo ma significativo campione di popolazione della contea di Olmsted dal 2000 al 2010. Nella decade considerata un totale di 249 persone ha ricevuto diagnosi di celiachia, dai bambini di un anno d’età agli anziani di 85 anni, il 63% di sesso femminile. Entrando nel dettaglio dei dati però, si vede che nel 2000 e 2001 erano 26 le nuove diagnosi, quindi un’incidenza di 11 casi ogni 100.000 persone; mentre dal 2002 al 2004 il numero di nuovi casi è balzato a 67, circa 18 casi ogni 100.000 abitanti, e così si è mantenuto negli anni successivi. Un’impennata che non si può spiegare solo con il fatto che «abbiamo migliorato la diagnosi» ha detto Joseph Murray, a capo dello studio «qualcosa che è cambiato nel nostro ambiente  sta facendo aumentare l’incidenza del morbo celiaco». Della stessa opinione Alessio Fasano, direttore del Center for celiac research al MassGeneral hospital for children di Boston, «sono convinto che quello che stiamo osservando con la celiachia sia il risultato di cambiamenti ambientali che avvengono troppo rapidamente perchè l’organismo si adatti ad essi». Diarrea e perdita di peso sarebbero i sintomi classici, cui spesso segue la diagnosi di celiachia, ma sono risultati in netto calo nel decennio indagato, quindi gli esperti suggeriscono di avviare le indagini diagnostiche anche in presenza di segni meno tipici, come carenza di ferro, debolezza, stanchezza, aerofagia.

Am J Gastroenterol. 2013 Mar 19. doi: 10.1038/ajg.2013.60. [Epub ahead of print]


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