Sanità

ott82008

Diagnosi non invasiva per sindrome di Down

I ricercatori della Stanford University hanno elaborato un test non invasivo per la diagnosi della sindrome di Down nel feto, che si esegue su campione di sangue materno. Il test al momento è stato testato su 18 donne, e ha correttamente identificato la presenza delle malattia in nove casi, mentre in altri tre ha rilevato la presenza di disordini cromosomici di altro tipo. La tecnica potrebbe soppiantare altre metodologie più invasive, come l'amniocentesi, che presentano rischi per il feto. "E' il primo test universale, non invasivo per la sindrome di Down - spiega Stephen Quake, a capo del team di studiosi - Questo dovrebbe essere il primo passo per mettere fine alle procedure invasive come l'amniocentesi e il prelievo dei villi coriali".
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