Sanità

gen312020

Diagnostica in studi medici, firmato decreto attuativo per finanziamento di 235 milioni di euro

Diagnostica in studi medici, firmato decreto attuativo per finanziamento di 235 milioni di euro

Il 28 gennaio è stato firmato il decreto attuativo che rende operativo lo stanziamento della Finanziaria 2020 per dotare medici di famiglia e pediatri del territorio di dispositivi per diagnosi di primo livello

Il 28 gennaio è stato firmato il decreto attuativo che rende operativo lo stanziamento previsti dalla Finanziaria 2020 per dotare medici di famiglia e pediatri del territorio di dispositivi per diagnosi di primo livello, come spirometri, dermatoscopi, elettrocardiografi. Ora come si legge su Doctor33.it, la parola passa alle Regioni, che riceveranno ciascuna la loro parte in proporzione alle rispettive popolazioni pesate per età: la Lombardia fa la parte del leone con 40 milioni seguita da Lazio e Campania con 23, da Veneto e Sicilia con 19,5 milioni e passa, Emilia-Romagna con 18, Piemonte con 17, Toscana con 14 milioni.

I tempi previsti dalla legge

Il decreto si rifà al dettato del comma 525 che stanzia 235,83 milioni di euro da destinare alle Asl tramite le Regioni affinché gli studi di medici di famiglia e pediatri si dotino di apparecchiature diagnostiche e le utilizzino per ridurre liste d'attesa e carico lavorativo dei pronti soccorso; atteso che non tutti i medici hanno la stessa disponibilità, anche oraria, all'uso di tali apparecchiature, nel riceverle - spiega la legge - in prima istanza saranno privilegiati i medici in gruppo, più "organizzati" o quelli convenzionati da meno di 5 anni. Ora il decreto, uscito nei tempi prefissati - un mese dall'entrata in vigore della legge di bilancio 2020 -conferma che lo stanziamento e che, entro 60 giorni dalla sua uscita tutte le Regioni devono presentare alla Direzione Generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute un piano di fabbisogni.


Piano di fabbisogni: lista delle necessità

Il Piano dovrà contenere: l'elenco delle apparecchiature per la diagnostica di primo livello che si intendono acquisire, con descrizione della tecnologia, dei costi di acquisto e di installazione; una relazione su come saranno impiegate e distribuite, tenendo conto delle diverse forme organizzative dei medici, degli accordi regionali e delle indicazioni dei Comitati regionali di categoria; i tempi di acquisizione e di messa in funzione; un piano di manutenzione, assistenza e aggiornamento, comprensivo di modalità di fornitura e smaltimento dei consumabili atti a far funzionare i dispositivi; l'individuazione di indicatori di processo e risultato per misurare l'attività svolta. Una volta approvato il piano dei fabbisogni, le Regioni potranno procedere con le richieste di ammissione al finanziamento degli interventi. Saranno le convenzioni regionali a definire meglio per quali attività utilizzare i nuovi dispositivi di supporto, tenendo presenti anche gli obiettivi della convenzione 2018 come la lotta alle liste d'attesa, agli accessi impropri ai Pronto soccorso, alle cronicità (che comporta il rapido accesso a diagnosi legate ai piani assistenziali individuali). Le stesse convenzioni potranno prevedere l'uso di strumenti e piattaforme di telemedicina, finalizzate alla "second opinion", allegando relazione volta a definire specifiche tecniche dei dispositivi e realizzata anche da rappresentanti di medici di famiglia, pediatri e specialisti, nonché piano di manutenzione, indicatori di processo e di risultato per misurare l'attività svolta, definizione delle attività assistenziali.


Investire in tecnologia

Ove i medici di famiglia e i pediatri già contribuissero con propri dispositivi a raggiungere gli obiettivi assistenziali, o intendessero farlo, "le Regioni possono orientare le risorse del presente decreto per una implementazione tecnologica a maggiore intensità assistenziale". Le stesse regioni individuano già nel 2020 specifici obiettivi per l'uso delle apparecchiature e vi orientano le 40 ore annue obbligatorie di formazione previste dalle convenzioni. Nel corso dell'incontro organizzato con Fimmg, il ministro Speranza ha insistito sulla necessità di rafforzare il territorio puntando sulla capillarità dei medici di medicina generale e delle loro prestazioni.

Mauro Miserendino
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