Benessere

gen232014

Dieta gluten-free protegge anche le ossa dei celiaci

pane celiachia

A lungo termine i danni a livello intestinale possono incrementare il rischio di fratture dell’anca nei soggetti con morbo celiaco. Sono le conclusioni pubblicate sul journal of Clinical endocrinology & metabolism di uno studio che, al contrario, ha osservato un  rischio di frattura inferiore nei pazienti celiaci che seguivano una dieta rigorosamente priva di glutine e nei quali il tessuto intestinale era in fase di riparazione. «La nostra ricerca conferma che i malati hanno tassi di frattura d’anca più elevati quando il danno tissutale si è protratto nel tempo» ha detto il coordinatore della ricerca, Benjamin Lebwohl, del Celiac disease center al Columbia university medical center, mentre «attenersi a una dieta priva di glutine è fondamentale per ridurre al minimo i danni ai tessuti e ridurre il rischio di una frattura grave che potrebbe causare altre complicazioni». Lebwohl e colleghi hanno analizzato campioni di tessuto intestinale di oltre 7.100 pazienti svedesi con diagnosi di celiachia, che erano stati sottoposti a biopsia di controllo 5 anni dopo la diagnosi: il 43% dei soggetti esaminati mostrava danni permanenti nell’intestino tenue. Alla biopsia di follow up tutti avevano il medesimo rischio di frattura, ma in quelli con danni intestinali persistenti il rischio era maggiore cinque anni più tardi «indice che la biopsia di controllo – oggetto di dibattito tra i medici – è utile per predire le complicazioni a lungo termine» conclude Lebwohl. (E.L.)


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