Sanità

set72017

Diretta in E. Romagna. Federfarma e M5S: botta e risposta su vantaggi Dpc

Diretta in E. Romagna. Federfarma e M5S: botta e risposta su vantaggi Dpc
È botta e risposta in Emila Romagna tra il Movimento 5 Stelle e la Federfarma regionale sulla distribuzione per conto nelle farmacie oggetto di un'interrogazione presentata alla Giunta da due consiglieri M5s in cui si chiede una modifica al sistema di distribuzione dei farmaci nella direzione di «potenziare la Diretta dei farmaci ai pazienti visti i vantaggi economici che ne derivano, in particolar modo entro i 30 giorni dalla dimissione ospedaliera». Questa via, secondo Raffaella Sensoli e Andrea Bertani (M5s) «potrebbe essere una soluzione semplice, seppure non esaustiva, funzionale a ridurre il costo dei farmaci fino ad oltre il 50% del loro costo, riuscendo così anche a mettere un freno a quella spesa che la Corte dei Conti ha evidenziato in costante aumento anche nello scorso anno. Per questo non capiamo perché invece che incentivare la distribuzione diretta la Regione, con l'accordo siglato a Forlì-Cesena, vada nella direzione opposta».
Immediata e attesa la risposta di Federfarma Emilia Romagna, che al contrario si è a lungo battuta per ottenere un'intesa con la Regione che, sottolinea il presidente Achille Gallina Toschi «invece, ha dimostrato di voler garantire ai cittadini un servizio moderno e di aver compreso il ruolo fondamentale delle farmacie come insostituibile presidio sanitario». Federfarma sottolinea che grazie a questo accordo «circa 100mila cittadini possono trovare nelle farmacie più vicine a casa i farmaci prima reperibili solamente nei punti di distribuzione ospedalieri e senza alcun aggravio per la spesa pubblica perché - come sancito già nell'accordo siglato tra Regione Emilia-Romagna e Federfarma nel giugno del 2014- sposa il potere contrattuale delle Asl nell'acquisto dei farmaci con la capillarità territoriale delle farmacie nella distribuzione degli stessi. La Asl acquista al prezzo più basso e le farmacie distribuiscono». E prosegue: «Laddove la diretta è stata completamente trasformata in Dpc, l'accordo ha dato esiti estremamente positivi in termini di risparmio di costi e di qualità di servizio, ed una garanzia di assoluta trasparenza della spesa. A ciò si aggiungono gli evidenti vantaggi per i cittadini, non più costretti a spostarsi anche di 20-30 km per reperire i farmaci nelle farmacie ospedaliere (con orari spesso ridotti), grazie alla disponibilità dei medesimi nelle farmacie distribuite capillarmente su tutto il territorio, anche nei comuni più piccoli». Gallina Toschi risponde nel merito anche sulla posizione della Corte dei Conti: «Nella relazione con cui il procuratore generale, Claudio Galtieri, ha accompagnato a fine giugno la presentazione del Rendiconto generale dello Stato per il 2016 - è stato evidenziato senza mezzi termini che "la diretta rappresenta una significativa criticità"». Diversi, inoltre, i casi critici più volte denunciati dal sindacato: «In molti casi farmaci, anche molto costosi, vengono forniti al momento della dimissione ospedaliera per fronteggiare periodi di cura anche lunghi. Ma chi controlla che quelle terapie vengano poi effettivamente seguite, e nel modo corretto? Accade frequentemente che vengano restituiti alla farmacia farmaci inutilizzati per cambio terapia o altre indicazioni. Vogliamo parlare del costo di questo per la collettività?

Simona Zazzetta
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