Sanità

feb232016

Diretta in Emilia Romagna, Sifo: sindacato faccia passo indietro su ipotesi di serrata

Diretta in Emilia Romagna, Sifo: sindacato faccia passo indietro su ipotesi di serrata
Sui toni accesi in cui è sfociato il dibattito sul riequilibrio tra distribuzione diretta e per conto in corso in Emilia Romagna e sulla presa di posizione del presidente regionale di Federfarma, la Sifo esprime rammarico e auspica che il sindacato faccia un passo indietro in particolare sulle minaccia di serrata. È quanto scrive Sifo in una nota dopo la «dura presa di posizione da parte del presidente di Federfarma in Emilia-Romagna, Domenico Dal Re» espressa la scorsa settimana in seguito a un incontro con la Regione. Dal Re ha posto la questione di come alcune Asl non abbiano applicato, con uno sbilancio a favore della distribuzione diretta, un accordo siglato nel 2014 che impegnava le stesse a riequilibrare il rapporto tra diretta e Dpc su valori uniformi a livello regionale. Al momento i titolari hanno chiesto alla Regione un chiarimento ma Dal Re ha minacciato sospensione della Dpc, del servizio Cuo e la serrata delle farmacie. L'auspicio di Sifo «è che Federfarma faccia un passo indietro, ritirando la minaccia della 'serrata', perché la cosa migliore è che i due canali, la distribuzione diretta e quella per conto, continuino a proseguire in parallelo e a coesistere, avendo entrambi dei vantaggi e una loro ragione d'essere».

Allo stesso tempo ricorda «come la distribuzione diretta porti al Servizio Sanitario Nazionale un indubbio risparmio» come dimostrato da uno studio sviluppato nel 2013 dall'Università di Ferrara per conto di Sifo. «Lo studio» interviene Stefano Bianchi, referente scientifico Sifo e per molti anni coordinatore del Settore continuità farmaceutica ospedale-territorio di Asl e Aou di Ferrara «ha messo in evidenza che la distribuzione diretta ha costi notevolmente inferiori a quella per conto». In particolare «nella realtà territoriale di Ferrara, la distribuzione diretta fa spendere, come costo del servizio, 0,74 euro per ogni confezione, contro i 5,29 della distribuzione per conto. Quasi cinque euro di differenza. Che sfiorano i sei euro se si considera anche il costo "sociale" sostenuto dai pazienti nel processo di distribuzione (tra tempo, biglietti dell'autobus, benzina e permessi dal lavoro) per ritirare i farmaci».

Dalla ricerca è emerso anche che i cittadini hanno un «alto grado di soddisfazione sia per il servizio diretto sia per quello per conto nelle farmacie private, riferendo di aver sempre trovato, in entrambe le situazioni, qualità e professionalità da parte del farmacista» motivo per cui Sifo è convinta che sia «auspicabile una buona forma di compartecipazione delle due forme di distribuzione, diretta e per conto, ipotizzando una rimodulazione dei compensi e un'uniformità di costo a livello nazionale».
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