Sanità

ott272017

Diretta, in Emilia trasferimento verso Dpc prosegue. Su convenzionata qualche rallentamento

Diretta, in Emilia trasferimento verso Dpc prosegue. Su convenzionata qualche rallentamento
Se sul passaggio di farmaci dalla diretta alla Dpc in Emilia Romagna si sta proseguendo, e la Regione prevede che i risultati complessivi siano in linea con l'accordo, per quanto riguarda gli obiettivi relativi al trasferimento in convenzionata manca ancora un report ufficiale. Ma i dati sulla spesa farmaceutica convenzionata di settembre, dove nell'area della Romagna risulta un calo inferiore alla media regionale, fa sperare che qualcosa si stia muovendo anche nei territori dove la diretta è più forte, anche se il gap da colmare è elevato. E intanto, nel prossimo incontro di novembre, si dovrebbe iniziare a parlare di presa in carico del paziente. A fare il punto sull'applicazione dell'accordo sulla distribuzione per conto di febbraio che ha l'obiettivo di riequilibrare i canali e di omogeneizzare la situazione in Regione, Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia Romagna, che spiega: «Dal report regionale, per quanto riguarda il passaggio dalla diretta alla Dpc, che secondo l'accordo di febbraio dovrebbe interessare 550mila pezzi, sembrerebbe essere su una giusta direzione, a livello complessivo. La regione ha sostenuto che gli obiettivi sono in linea con l'accordo, che poneva un primo traguardo a settembre 2018, e, proiettando l'attuale trend, sempre secondo la regione, si dovrebbe riuscire a raggiungere il traguardo anche prima, probabilmente a maggio 2018. Per quanto riguarda il trasferimento in convenzionata, che dovrebbe interessare 1,2 milioni di pezzi - l'accordo indicava un trasferimento di 100mila pazienti alle farmacie di comunità - al momento non è disponibile un report ufficiale. Abbiamo però ricevuto una lettera dalla regione in cui ci è stato detto che il trasferimento dei pazienti sta procedendo e che in Romagna ha toccato per ora 5mila pazienti. Ma ci hanno scritto anche che in taluni casi stanno mantenendo in diretta pazienti, in risposta a specifiche criticità e sulla base di alcune proteste. Il riferimento, immaginiamo, è alle polemiche sollevate da Federconsumatori e dalle interrogazioni di alcuni consiglieri del movimento 5 stelle sui (presunti) minor costi della diretta. Una situazione comunque da verificare e occorrerà capire che impatto ci sarà nel prossimo periodo».

Ma, continua, «stando ai dati della spesa farmaceutica convenzionata di settembre, è probabile che qualcosa si stia muovendo, perché abbiamo osservato un calo della convenzionata che è più basso nelle province della Romagna rispetto alla media regionale. Un segno che ci fa sperare. A ogni modo a breve ci incontreremo con le rappresentanze provinciali, anche per cogliere criticità e verificare la situazione sul territorio». Intanto, «dalla regione è stata data disponibilità a discutere, nel prossimo incontro di novembre, di presa in carico dei pazienti e di tutti quegli aspetti da implementare a cui l'Accordo apriva. Verrà inoltre avviata la discussione sul rinnovo del Cup, scaduto a giugno e attualmente in proroga. La proposta che porteremo è quella di aumentare le tariffe, che partono da una base di 1,90 euro a operazione, oltre a 0,70 per servizi aggiuntivi».


Francesca Giani
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