Sanità

mag192018

Direttore, aggiornare contratto per garantire le nuove responsabilità

Direttore, aggiornare contratto per garantire le nuove responsabilità
Dai cambiamenti sulla titolarità della farmacia al codice deontologico, la figura del direttore di farmacia vede ampliare ruolo e responsabilità, ma a fronte di questa evoluzione su quale sistema di tutele può contare? E quali possibilità ha di far valere il suo operato? Ne abbiamo discusso con Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari, Sinasfa, che sottolinea come a livello contrattuale e normativo la situazione necessiti di un aggiornamento. «Alla definizione di obblighi e responsabilità deve corrispondere un adattamento che investa la normativa, il contratto, i poteri, il livello retributivo, ma il primo problema a cui occorre dare risposta è quello delle tutele, dal posto di lavoro, in primo luogo, al profilo di responsabilità deontologica, civile e penale. Che alcuni fenomeni, quali la consegna di farmaci senza ricetta, l'utilizzo di personale non inquadrato in maniera appropriata - come per esempio l'uso distorto dei tirocini, situazioni di sottoinquadramento, se non addirittura di abusivismo professionale - esistono e in alcuni territori sono più diffusi che in altri, è un fatto con cui occorre confrontarsi.

Di fronte a queste situazioni, che possono capitare, quali sono gli obblighi del direttore? Nel codice deontologico, per esempio, si fa riferimento alla necessità per il direttore di segnalare all'Ordine - e, suggerisco, anche alla Federazione - qualsiasi situazione in cui non ci sia un rispetto della normativa o del codice. Da un lato, c'è da chiedersi se questo è comunque sufficiente a tutelare il direttore rispetto a una responsabilità di tipo civile e penale, ma poi c'è tutta la questione delle ricadute personali. Una volta che il direttore segnala un comportamento non corretto della proprietà, chi garantisce la tutela del posto di lavoro da rischi, quali licenziamento, trasferimento e così via? E, poi, quale risposta può mettere in campo l'Ordine per risolvere il problema e tutelare chi fa la segnalazione?». Un aspetto, in questa direzione, su cui occorrerebbe avviare una riflessione «riguarda il fatto che il direttore non va lasciato solo. Credo che sia necessario elaborare un sistema di tutele e prevedere un meccanismo per cui una eventuale segnalazione arrivi all'attenzione non solo dell'Ordine ma anche di altre componenti della categoria, in particolare della rappresentanza dei non titolari, in modo che ci si possa attivare».

Oltre a questo, «credo sia necessario dotare il direttore di tutti quegli strumenti manageriali ed esecutivi, di competenze e poteri effettivi, che gli permettano di incidere realmente nella organizzazione e nella gestione della farmacia. Altrimenti non si capisce perché debba assumersi responsabilità di decisioni prese in altri livelli». Non da ultimo c'è «l'aspetto della retribuzione: allo stato attuale la differenza di stipendio tra direttore e dipendente senza responsabilità è di 235,43 euro al mese lordi, all'incirca 10 euro al giorno. Mi chiedo come questa cifra possa retribuire e rendere conto di tutte le responsabilità che un direttore ha anche nella normalità della gestione della farmacia, dalla gestione del personale alla migliore organizzazione della farmacia».


Francesca Giani
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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