Sanità

lug182019

Direttore di farmacia, assenze brevi e aperture h24 i nodi aperti. Ecco come gestirli

Direttore di farmacia, assenze brevi e aperture h24 i nodi aperti. Ecco come gestirli

Direttore di farmacia, il Ministero ha dato indicazioni, ma restano alcune questioni aperte, come le assenze brevi e le aperture h24. Ecco come gestirle


Sono ancora molti i nodi aperti relativi alla figura del direttore di farmacia, che è andata ridefinendosi in questo ultimo periodo, pur senza un ripensamento complessivo. Di recente, il Ministero della Salute, in una nota di giugno, si era espresso sulla possibilità di attivare un contratto part time e di ricoprire il ruolo in più farmacie. Ma oltre a queste casistiche, ci sono anche altre situazioni su cui la categoria si sta interrogando, tra cui, per esempio, la presenza del direttore in farmacia nel caso di aperture h24 e la gestione delle assenze brevi e occasionali. Sul punto, siamo andati a sentire Maurizio Cini, presidente Asfi e docente all'Università di Bologna, a cui abbiamo chiesto anche un commento sulla posizione ministeriale.

La nota del Ministero

«Il Dicastero» spiega «ha risposto a un quesito specifico posto dalla Fofi riguardante la possibilità di ricorrere alla nomina di un direttore con contratto di lavoro a tempo parziale e di poter ricoprire tale ruolo in più farmacie contemporaneamente. Non posso che condividere la posizione del Ministero, che, sulla base dell'analisi dell'attuale quadro normativo, ha escluso entrambe queste ipotesi». Qualsiasi altra impostazione, d'altra parte, «avrebbe sminuito la figura del direttore e, di rimando, l'aspetto professionale e sanitario della farmacia. La nota ministeriale ci ricorda che ci sono responsabilità fondamentali, che non possono essere assunte da un qualsiasi collaboratore, ancorché farmacista».

La questione aperta delle assenze brevi e delle aperture h24

Dalla nota ministeriale non sono stati trattati alcuni aspetti specifici su cui la categoria si sta interrogando: «In merito al concetto che il direttore debba essere formalmente presente durante tutto il periodo di apertura della farmacia, va fatto qualche chiarimento». In particolare, «si potrebbe porre, per esempio, il problema delle aperture h24 e delle assenze brevi, di quelle assenze occasionali - per un impegno improvviso o un compito legato al buon funzionamento della farmacia -, che non rientrano nelle casistiche che richiedono interventi autorizzativi. È impensabile, infatti, che il direttore sia sempre fisicamente presente. Ma la sua presenza, laddove non fisica, può anche esprimersi nei termini di funzione integrata nel sistema farmacia». Il concetto è che «il servizio o viene svolto dal direttore, o, in determinate situazioni, deve essere svolto secondo dettami, criteri e direttive stabiliti dal direttore». Ci può essere, cioè, una sorta di «delega delle funzioni tecniche a un collaboratore di fiducia, che, in un certo senso, diventa "facente funzione", pur rimanendo la responsabilità in capo al direttore». Una situazione «di fatto accettata nelle ispezioni. E, per altro, possiamo anche ricordare la circolare ministeriale del 20 maggio 2008 relativa alla gestione delle ordinazioni di stupefacenti nella quale si legge che "il farmacista titolare o direttore può delegare con atto formale un proprio collaboratore alla firma del buono acquisto necessario all'approvvigionamento di medicinali a base di sostanze stupefacenti o psicotrope. La delega di tale specifico compito, cioè la firma del buono acquisto, non rappresenta una delega alla direzione della farmacia e, pertanto, la responsabilità del regolare esercizio della farmacia permane in capo al farmacista titolare o direttore, che, in tal modo, garantisce la continuità di approvvigionamento di farmaci essenziali, come, per esempio, gli analgesici oppiacei"».

Come gestire la delega: il consiglio

Ma attenzione: «È opportuno che quelle funzioni tecniche che vengono delegate ad altri collaboratori siano depositate in farmacia in forma scritta, in maniera che chi è tenuto a rispettarle le possa consultare e risulti anche legittimato nel suo operato». Il passaggio andrebbe comunque strutturato per esempio «attraverso una lettera di incarico».

Francesca Giani

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