Sanità

feb62018

Diritti addizionali, da Aceti (Tdm) appello a farmacisti: chiarire a pazienti come evitare costi

Diritti addizionali, da Aceti (Tdm) appello a farmacisti: chiarire a pazienti come evitare costi
Sull'aumento dei diritti addizionali notturni e diurni, contenuto nel decreto ministeriale sulla nuova tariffa, può fare la differenza l'informazione, che mette il cittadino, laddove possibile, in condizione di evitare i costi. Ma su questo fronte è necessario un intervento rapido e un impegno più forte da parte di tutti gli attori. A fare la riflessione a Farmacista33 Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, che lancia un appello anche per una campagna di sensibilizzazione che veda il coinvolgimento di farmacisti, medici, Ministero della Salute e Regioni, nonché Associazioni di pazienti e cittadini.
«In molti casi, il cittadino non è consapevole della modifica e continua a fare quello che faceva prima. Se il cittadino ha accesso alle informazioni è messo nelle condizioni di esercitare una scelta e di conseguenza di evitare i costi laddove possibile. In caso contrario, in assenza di informazioni, si pone il paziente in una condizione di scelta obbligata e di debolezza. La differenza, quindi, la può fare la qualità e la tipologia dell'informazione al pubblico, ottenibile anche attraverso una sensibilizzazione degli operatori sanitari. È fondamentale che farmacisti e medici trasferiscano tutte le informazioni al paziente e lo indirizzino nel modo appropriato. I farmacisti, in primo luogo, ma anche i medici, giocano un ruolo fondamentale». Da qui l'appello per una campagna di sensibilizzazione diretta al pubblico e agli operatori sanitari «che veda il coinvolgimento delle istituzioni, Ministero e Regioni, di farmacisti, medici e pazienti».
C'è poi un'altra riflessione: dal momento che i diritti addizionali non sono dovuti quando la farmacia è "a battenti aperti", resta da capire com'è la situazione nei vari territori: «Anche in questo caso, non possiamo che ribadire l'importanza di un'opera di informazione sulla reale offerta da parte delle farmacie. Una informazione però che sia trasparente, chiara e soprattutto accessibile. Non basta renderla disponibile su un sito sconosciuto che nessuno vede. Occorre una vera e propria mappatura: quali sono le farmacie a battenti aperti, dove sono, che orari hanno, che servizi offrono, e così via».
Per quanto riguarda, poi, l'aumento della galenica, uno dei timori è che ci possa essere una rinuncia alle cure: «Anche se, per ora, non risultano segnalazioni specifiche sul tema, il nodo dei costi è, in generale, uno dei problemi maggiormente segnalati dai cittadini e una delle difficoltà più impattanti rispetto all'accessibilità delle cure. È chiaro che un aumento delle uscite per il paziente rischia di diventare un ulteriore elemento di distanza tra cittadini e Ssn». E sul tema «non possiamo che ribadire che l'obiettivo del Servizio sanitario nazionale deve essere quello di aumentare l'accessibilità all'assistenza, alle cure, alle terapie, riducendo anche l'impatto in termini di costi sui cittadini. Un percorso ottenibile attraverso maggiore efficienza, maggiore valutazione delle performance, ma anche tornando a investire. E questo non solo non sta succedendo, ma si sta andando nella direzione contraria. Dall'intesa Stato Regioni collegata ai nuovi Lea era stata posta la necessità di fissare l'asticella di finanziamento del Fondo sanitario per il 2018 a 115 miliardi di euro; ma, a distanza di poco tempo, questa cifra è in realtà più bassa di un miliardo e mezzo. E questo non può non fare la differenza».

Francesca Giani

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