Sanità

mag42018

Disoccupazione in calo da dati Istat. Settore risente di crisi e basso turnover

Disoccupazione in calo da dati Istat. Settore risente di crisi e basso turnover
Aumenta, secondo i dati Istat di marzo, il tasso di occupazione su base annua (+0,8% pari a +190 mila unità) sia per gli uomini sia per le donne (rispettivamente +0,6 e +0,4 punti) a fronte di un calo del tasso di disoccupazione (-0,7 punti per gli uomini e -0,1 per le donne, per un totale di -118 mila) e del tasso di inattività (-0,1 e -0,4 punti rispettivamente per uomini e donne, per un totale di -150 mila). Anche se, nei dodici mesi, la crescita occupazionale si concentra esclusivamente nei dipendenti a termine (+12,4%, +323 mila), mentre risultano in calo i permanenti (-0,3%, -51 mila) e gli indipendenti (-1,5%, -81 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+391 mila) e, in misura minore, i 15-34enni (+46 mila) mentre calano i 35-49enni (-246 mila). E per il solo mese di marzo la crescita occupazionale eÌ trainata principalmente dagli indipendenti (+1,1%) che recuperano in parte il calo osservato nei primi due mesi dell'anno. Tra i dipendenti si registra un lieve aumento per quelli a termine, mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti.

I dati riguardano la situazione del Paese generale e sono stati divulgati a inizio mese dall'Istat ma per quanto riguarda il settore «va ricordato che siamo in un sistema sostanzialmente chiuso» commenta Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari (Sinasfa), a cui abbiamo chiesto un punto. Per quanto riguarda i dati Istat, la variazione per classe di età su base annua mette in luce una «crescita occupazionale che riguarda tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni: l'aumento maggiore in questo caso eÌ per gli over 50 (+1,5 punti percentuali). Lo stesso andamento eÌ confermato anche al netto dell'effetto della componente demografica. Il tasso di disoccupazione eÌ in calo in tutte le classi di etaÌ ad eccezione dei 35-49enni (la contrazione piuÌ forte eÌ tra i giovani di 15-24 anni: -4,4 punti)». Mentre nel mese di marzo, «l'aumento maggiore si stima per i 25-34enni (+0,9 punti percentuali) e la diminuzione piuÌ forte in questo caso si ha per i 15-24enni (-0,9 punti), per i quali il tasso di disoccupazione si attesta al 31,7% e l'incidenza dei disoccupati sulla popolazione all'8,3%». In generale, «il tasso di occupazione si attesta al 58,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente) e quello di «disoccupazione rimane stabile all'11,0% mentre quello giovanile scende al 31,7% (-0,9 punti percentuali). Nel mese, la crescita della disoccupazione si concentra tra le donne e i 35-49enni».

Per quanto riguarda il settore, commenta Imperadrice, «la nostra professione ha dinamiche lavorative peculiari rispetto ad altri comparti. Il sistema da un lato è bloccato, in primo luogo perché, a differenza della maggior parte delle altre professioni, non è possibile esercitare liberamente, mettendosi direttamente sul mercato, e le possibilità occupazionali sono legate in gran parte alla farmacia. Il numero di farmacie - salvo le aperture del concorso straordinario, che comunque stanno andando a rilento - resta più o meno stabile e, in ogni caso, anche l'abbassamento del quorum non può essere una misura applicabile all'infinito, almeno non nella concezione di farmacia che è espressa oggi dalla legislazione italiana. Una valvola di sfogo è rappresentata dalle parafarmacie». Ma in generale, in questo contesto, «il turnover è basso. Le dinamiche occupazionali sono legate sostanzialmente a pensionamenti, licenziamenti o in generale fuoriuscite dall'ambito lavorativo della farmacia e non risulta una tendenza alla creazione di nuovi posti di lavoro: eventuali nuovi contratti che si registrano riguardano in particolare sostituzioni maternità, coperture a termine e così via. Anche il rapporto tra fabbisogno di personale del sistema e ingresso di laureati è sbilanciato e la forbice tende di anno in anno ad allargarsi». A oggi, tasso di disoccupazione per il settore si aggira intorno al 7% circa, con variabilità su base mensile.

Francesca Giani
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