Sanità

lug102018

Dispensazione personalizzata in farmacia: la tecnologia c'è, serve norma su sconfezionamento

Dispensazione personalizzata in farmacia: la tecnologia c’è, serve norma su sconfezionamento
L'acquisizione di PillPack da parte di Amazon, al di là della consegna a domicilio, ha acceso i riflettori sulla possibilità di un servizio di dispensazione personalizzata del farmaco, realizzabile in Italia, «abbiamo le tecnologie per poterlo fare, anche nelle farmacie territoriali», ma vanno definiti processi e norme per permettere al farmacista di aprire le confezioni, attualmente non consentito. A spiegarlo, a Farmacista33 è Alberto Bartolini, coordinatore del gruppo di lavoro Supply Chain di Afi l'Associazione Farmaceutici Industria.

«Quanto sta facendo Amazon negli Stati Uniti è perfettamente in linea con l'evoluzione dei servizi volti ad assicurare la compliance dei pazienti alla cura a loro prescritta dal medico spiega Alberto Bartolini, Consigliere AFI, Associazione Farmaceutici Industria. «Chiaramente possiamo supporre che, per poter fornire all'ente regolatorio di pertinenza, le evidenze che questo modo di operare è in piena aderenza con le Norme di Buona Fabbricazione (GMP), e cioè che sia tracciabile lotto e scadenza delle singole compresse, l'azienda acquisita da Amazon, disponga di attrezzature apposite, convalidate, che permettano la gestione di questo processo di "personalizzazione" della terapia».

Va sottolineato che l'azienda distribuisce negli Stati Uniti dove «c'è una differente cultura per quanto riguarda la dispensazione dei farmaci rispetto all'Italia e a buona parte dei paesi Europei» sottolinea Bartolini. «Negli Stati Uniti il farmacista prepara, da sempre, confezioni per i pazienti prelevando le compresse richieste da contenitori di compresse sfuse, che provvede a confezionare in bustine "ad hoc"». Ma anche in Europa sono stati sviluppati servizi di consegna a domicilio di farmaci pre-confenzionati, come ha ricordato in una recente intervista rilascia a PharmaRetail, Ornella Barra, Co-Chief Operating Officer di Walgreens Boots Alliance: «Boots nel Regno Unito offre un servizio chiamato Medisure che fornisce medicinali pre-confenzionati per dosi a pazienti con complesse esigenze terapeutiche, consegnati in farmacia o a casa. In Norvegia con il servizio Farmaka e in Olanda con Spits abbiamo fatto da apripista nei servizi di consegna della farmacia online». Barra ha anche sottolineato che «negli Stati Uniti, Walgreens ha iniziato nel 2012 a consegnare farmaci pre-confezionati attraverso un servizio chiamato DailyMed, e ora molti store Walgreens continuano a offrire questa possibilità ai pazienti, aiutandoli nell'aderenza alle terapie».

Tornando all'Italia, secondo Bartolini, «se si ipotizza un cambio del regolatorio nel nostro Paese - che oggi non consente lo sconfezionamento dei blister - le tecnologie a oggi disponibili consentirebbero questo tipo di servizio anche per le farmacie territoriali nel momento in cui si ha la possibilità di leggere, con un processo guidato da un software, da una parte un codice datamatrix con lotto e scadenza della confezione di provenienza, dall'altra un codice su un contenitore già predisposto per il paziente, abbinando i due verrebbe garantita la tracciabilità del farmaco» e conclude «quindi, la tecnologia è pronta, sono invece da definire processi e regolatorio per permettere al farmacista di aprire le confezioni».

Chiara Romeo
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