Sanità

giu222016

Distribuzione diretta farmaci, interrogazione 5 stelle: in Puglia mai realizzata

Distribuzione diretta farmaci, interrogazione 5 stelle: in Puglia mai realizzata
«È corretto lo spirito dell'interrogazione del Movimento 5 Stelle, che chiede dati al Governatore sulla distribuzione diretta dei farmaci in Puglia. Abbiamo delibere che la impongono da oltre 10 anni ma sono disattese. Mobilitando non solo le farmacie ospedaliere ma quelle del distretto, si otterrebbe un risparmio da 20 milioni di euro, e su certe confezioni l'acquisto diretto da parte della Regione consentirebbe di ottenere sconti tra il 50 e il 90%». A parlare è il presidente dell'Ordine dei Medici di Bari Filippo Anelli, medico di famiglia. Che imputa una certa virulenza dei controlli delle Asl sulle prescrizioni dei medici anche alla mancata realizzazione delle norme regionali, ultima la delibera 3/2013, in tema di distribuzione diretta.

«Purtroppo fin qui anziché incidere sull'organizzazione degli acquisti e sulla costruzione di una rete distributiva, in Puglia si è inciso prevalentemente sulla prescrizione del medico di famiglia, dice il presidente barese e si unisce all'allarme lanciato da Mario Conca con altri due consiglieri M5S in consiglio regionale nel presentare un'interrogazione al presidente della Regione Michele Emiliano per conoscere i dati del volume di farmaci post dimissione erogati dalle singole Asl. Fin dal 2002 in Puglia si prevede che una Commissione vigili sulla corretta applicazione della distribuzione diretta dei farmaci, ma mancano i dati Asl per Asl. I consiglieri ora chiedono di conoscere quanto le Asl adempiano alla legge regionale del 2002 che chiede l'erogazione in ospedale non solo dei farmaci per completare il primo ciclo terapeutico (massimo per 30 giorni dalla dimissione) ma anche quella nel distretto post visita specialistica.

«Ai medicinali distribuiti dai presidi Asl e distrettuali si potrebbe aggiungere l'attivazione della distribuzione per conto attraverso le farmacie. Invece fin qui -dice Anelli - la Regione ha cercato di contenere la spesa incidendo nel vivo della prescrizione medica, un dato che in sé - fatta eccezione in qualche caso per l'antibioticoterapia - non costituirebbe un problema. Niente distribuzione per conto, niente distribuzione diretta per i pazienti in Assistenza domiciliare integrata: si sono trascurati i residenti che, in caso di ricovero, sono costretti a portarsi da casa i medicinali acquistati a costi più alti, con gravi disagi. Capisco le esigenze delle farmacie e le difficoltà in cui queste versano attualmente nella nostra regione, ma penalizzare la spesa territoriale nella qualità senza un occhio alle modalità distributive, occhio che invece è stato dato in altre regioni, è colpevole».


Mauro Miserendino
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