Politica e Sanità
21 Maggio 2018La trasparenza sui prezzi dei farmaci, attuata divulgandoli negli spot pubblicitari diretti al consumatore, sembra essere la strategia intrapresa dal presidente Donald Trump negli Stati Uniti finalizzata stimolare la concorrenza tra i produttori di farmaci nell'ambito della politica di abbassamento dei prezzi. L'intenzione è stata annunciata nel corso della conferenza stampa dell'11 maggio alla Casa Bianca da Alex M. Azar, segretario del dipartimento Salute e Servizi umani (Hhs). La proposta è al vaglio della Food and drug administration e dei Centri servizi per Medicare e Medicaid che si interrogano non tanto se procedere, ma come chiedere alle aziende di pubblicare il loro prezzi di listino nella pubblicità diretta al consumatore. Immediato il dibattito sull'opportunità, la legalità e l'efficacia di questa operazione, ripreso da diverse testate d'informazione Usa, tra cui il New York Times. Nessun commento per ora da parte delle aziende, che come ricorda il Nyt, investono molto in pubblicità. Alcuni esperti hanno osservato che fornire il prezzo di listino potrebbe essere fuorviante perché, in molti casi, non è quello che i consumatori pagano in quanto ciò dipende dalla copertura assicurativa che possiedono e dagli sconti offerti dalle compagnie con cui hanno stipulato la copertura. Secondo le agenzie di pubblicità potrebbe anche essere inefficace e controproducente: «Le percezioni dei consumatori potrebbero essere distorte. Se un consumatore pul scegliere tra cinque farmaci e uno è più costoso, potrebbe pensare che il farmaco più costoso sia quello migliore. Questo è spesso il modo in cui le persone prendono decisioni. Le intenzioni di Trump potrebbero effettivamente ritorcersi contro di lui». Esiste poi una questione legale, John F. Kamp, esperto comunicazione e direttore esecutivo della Coalition for Healthcare Communication, ha affermato che la richiesta di divulgazione dei prezzi dei farmaci, «come una forma coercitiva, potrebbe violare il Primo Emendamento». Secondo David C. Vladeck, professore di giurisprudenza alla Georgetown University, «il governo ha un ampio margine per richiedere la divulgazione di queste informazioni che sarebbero rilevanti per i consumatori. E richiederlo sarebbe costituzionale". Tuttavia a non competenze potrebbe essere la stessa Food and Drug Administration in quanto sarebbe una richiesta che non riguarda né la sicurezza né l'efficacia dei farmaci, per cui potrebbe non rientrare nella giurisdizione dell'Agenzia.
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