Sanità

mar222017

Distribuzione, Mirone (Federfarma Servizi): panorama ancora frammentato. La chiave è l'aggregazione

Distribuzione, Mirone (Federfarma Servizi): panorama ancora frammentato. La chiave è l’aggregazione

Da quando il Ddl concorrenza ha iniziato il suo iter, il mondo delle cooperative ha elaborato una risposta con una forte spinta all'aggregazione anche per rappresentare un punto di riferimento per la farmacia che voglia rimanere libera e indipendente. E se questo obiettivo si può raggiungere anche attraverso la capacità del farmacista di riconoscersi in una società che gli garantisca futuro, autonomia, indipendenza, ma anche il nucleo di valori e principi che ha governato il sistema fino ad ora, è anche vero che c'è ancora molta strada da fare per rendere meno frammentato il panorama della distribuzione. Sono questi alcuni dei messaggi lanciati da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, nel corso dei suoi interventi a FarmacistaPiù, appena conclusasi a Milano.

«Da quando si è iniziato a parlare di concorrenza» spiega Mirone «sono tanti i passi che tutti insieme abbiamo fatto, in particolare cercando di creare una cultura al nostro interno, tra i soci delle nostre aziende e in generale tra i farmacisti, proprio nella direzione dell'aggregazione. I messaggi che valevano all'inizio del percorso e valgono ancora adesso sono che il farmacista è chiamato a fare delle scelte. Guardando al futuro, ci sarà sempre di più un forte legame di appartenenza tra la farmacia e la distribuzione. E in questo senso credo che sia opportuno identificare un modello di cooperativa di partenza, riconoscersi in quello, e poi seguirlo e sostenerlo in piena autonomia e indipendenza». Quello che ci sembra importante «e credo possa rappresentare la vera risposta alla sfida del mercato, è favorire un lavoro da portare avanti insieme: condividendo valori, principi, comportamenti e attività». Nel nostro interno poi «abbiamo favorito processi di aggregazione tra le nostre aziende che permetteranno alle nostre società di affrontare al meglio un mercato sempre più competitivo». Ma «ricordiamoci un dato incontrovertibile: la rete non si cala dall'alto, si costruisce e progetta dal basso, è frutto di educazione e cultura. Insieme bisogna adoperarsi in questa direzione perché questa è l'unica risposta a ingresso capitale nel nostro mondo».

«Il Ddl concorrenza ormai alle porte» è intervenuto Marco Cossolo, presidente di Federfarma Torino e amministratore delegato di UniNetFarma «avrà un forte impatto sul mercato, rendendolo inevitabilmente più competitivo. Se il farmacista vuole rimanere nel sistema e vuole farlo mantenendo la propria autonomia deve avere a disposizione strumenti moderni e adeguati». E questo è un risultato che può venire dal sistema delle «cooperative» e da meccanismi di aggregazione.

 

«Il futuro della farmacia» ha aggiunto Marco Mariani, direttore Marketing e Comunicazione di Cef «è in rete. Gli esempi che vengono dall'Europa vanno in questa direzione e, per esempio nei paesi anglosassoni, si arriva fino al 70% di farmacie che aderiscono a network. Non è pensabile che una piccola farmacia da sola possa fare investimenti economici e di tecnologia per essere multicanale, stare vicino al paziente, portare avanti progetti di pharmaceutical care, ma avrà bisogno di sfruttare le competenze, il know how, la forza economica e finanziaria che un grande gruppo può mettere a disposizione».

Francesca Giani


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