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lug152021

Disturbi gastroesofagei: il paziente chiede consiglio al farmacista e sceglie farmaci Sop

Disturbi gastroesofagei: il paziente chiede consiglio al farmacista e sceglie farmaci Sop

Il 38% dei pazienti con sintomi del tratto gastrointestinale superiore come dolore epigastrico, bruciore riferisce di non rivolgersi al medico, mentre il 42% si affida a terapie senza obbligo di prescrizione

Circa il 20% della popolazione italiana manifesta sintomi del tratto gastrointestinale superiore come dolore epigastrico, bruciore, ripienezza postprandiale o rigurgito. Come dimostra un recente studio di real life condotto in Italia, il farmacista di comunità ricopre un ruolo fondamentale nel supportare i pazienti che soffrono di tali problematiche. Il 38% dei pazienti riferisce di non rivolgersi al medico, mentre il 42% si affida a terapie senza obbligo di prescrizione.


Gestione dei sintomi gastroesofagei

Lo studio, pubblicato sulla rivista peer review Pharmacia e realizzato dalla Società Italiana di Farmacia Clinica (SIFAC) in collaborazione con un team multidisciplinare di ricercatori delle Università Statali di Milano e Bologna, ha coinvolto più di 1000 soggetti, per un periodo di 7 mesi, restituendo una visione trasversale del modo in cui i pazienti gestiscono i loro disturbi gastroesofagei. Il sintomo più frequentemente riferito è stato il bruciore epigastrico, seguito da rigurgito acido e ripienezza postprandiale. Due terzi dei pazienti arruolati hanno riportato una frequenza degli episodi superiore a 1 a settimana, suggerendo che tali disturbi non sono acuti nella maggior parte dei casi. Per quanto riguarda la gestione del problema, la maggior parte dei pazienti cerca di gestire i propri sintomi mediante farmaci di senza obbligo di prescrizione e solo in un caso su due si rivolge al medico, in particolare quando il problema diventa persistente o grave. Rilevanti evidenze emergono dall'impiego di alcune classi di farmaci in particolare inibitori di pompa protonica (IPP), antiacidi, alginati e mucopolisaccardi. In oltre il 90% dei casi gli IPP sono stati prescritti dal medico (specialista o MMG); solo il 10% di tale classe di medicinali è stata dispensata come farmaci senza obbligo di prescrizione (richiesta paziente o consiglio del farmacista). Gli antiacidi sono risultati i più richiesti dai pazienti mentre i mucopolisaccaridi, consigliati quasi esclusivamente dal farmacista, sono stati impiegati prevalentemente per il trattamento del bruciore epigastrico.


Il ruolo del farmacista nella gestione dei pazienti con disturbi gastroesofagei

Il farmacista di comunità può ricoprire un ruolo fondamentale supportando il paziente nell'inquadramento clinico differenziale del disturbo. In prima istanza escludendo fattori di rischio e segnali d'allarme che, se evidenziati, devono indurre il professionista a rinviare il paziente al medico e successivamente caratterizzando il problema (sintomo principale, durata, localizzazione). Nei casi non complicati e di sua pertinenza il farmacista può dispensare la soluzione terapeutica più appropriata in base al sintomo principale evidenziato, tenendo in considerazione il rapporto efficacia/sicurezza delle diverse opzioni a sua disposizione. Il farmacista infine risulta svolgere un ruolo fondamentale nell'educazione sanitaria e nel consiglio al corretto impiego del farmaco, al fine di evitare gli effetti collaterali dovuti all'uso incontrollato e a lungo termine nonché alle interazioni farmaco-farmaco.

Paolo Levantino
Farmacista clinico
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