Sanità

mag132021

Dopo via libera del Commissario, Regioni aprono alle prenotazioni over 40

Dopo via libera del Commissario, Regioni aprono alle prenotazioni over 40

Il commissario Francesco Figliuolo ha inviato alle Regioni una lettera per dare il via libera alle prenotazioni per gli over 40 dal 17 maggio. Piemonte e Puglia aprono le agende

Ieri il commissario Francesco Figliuolo ha inviato alle Regioni una lettera per dare il via libera alle prenotazioni dal 17 maggio, anche per i nati fino al 1981, quindi gli over 40. Già oggi diverse Regioni, tra cui Piemonte e Puglia, hanno risposto all'appello e stanno annunciando l'apertura delle agende per quella fascia di età. In Lombardia probabilmente la partenza sarà fissata più tardi, anche perché si chiedono maggiori certezze sulle forniture. Per ora, spiega il presidente Attilio Fontana a Radio 24, «abbiamo avuto rassicurazioni sulla programmazione fino al 20 maggio». Una spinta ulteriore potrebbe arrivare dalla «ridistribuzione delle dosi di AstraZeneca dalle Regioni dove c'è un alto tasso di rifiuto. Il commissario ci ha detto che stanno facendo le valutazioni del caso. Anche queste compensazioni tra Regioni devono essere realizzate soltanto da parte della struttura commissariale, per una serie di ragioni, che vanno da quelle di carattere programmatico, alla coerenza con il piano vaccinale».

Ok da Ema a richiamo per Pfizer a 42 giorni. Sileri: si valuti a livello locale

Intanto, sul fronte dei vaccini, da Ema è arrivato il disco verde alla somministrazione della seconda dose di Pfizer entro 42 giorni. «La raccomandazione inclusa nelle informazioni del prodotto», ha dichiarato Marco Cavaleri, responsabile della strategia dei vaccini dell'Ema, in conferenza stampa, «riporta un intervallo di tre settimane, perché questo è l'intervallo che è stato analizzato nello studio clinico che ha portato all'approvazione di questo vaccino. In ogni caso, è importante sottolineare che nel test clinico la seconda dose poteva essere somministrata in una finestra fino a 42 giorni. Ciò significa che in alcuni casi la seconda dose è stata somministrata molto più tardi di tre settimane di distanza e all'interno dell'intervallo dei 42 giorni». Una notizia accolta positivamente dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, come riferito dalle agenzie: «Cinque mesi fa mi sono espresso sulla possibilità di procedere con una singola dose, quando stava arrivando la terza ondata, per mettere in sicurezza il numero più alto possibile di anziani. Farlo oggi ha sicuramente un'utilità diversa perché abbiamo molte più dosi a disposizione e c'è un'incidenza del virus più bassa. Spostare la seconda dose può essere un'opportunità, lascerei quindi la decisione a livello locale, a seconda della diffusione del virus. Attenzione però ad alcune categorie di pazienti, perché mentre negli anziani rischi non ve ne sono, può esserci una porzione di persone immunodepresse o con patologia neoplastica per la quale forse sarebbe meglio rispettare i 21 giorni previsti dal protocollo di questo vaccino per tutti i tipi di popolazione. Anche se fino a 42 giorni la risposta sembra essere la stessa, da medico lascerei, ai pazienti immunodepressi o con patologia neoplastica, il richiamo a 21».
Intanto, in merito ad AstraZeneca, secondo quanto riferisce un articolo di Repubblica di oggi, dal Cts viene ribadita l'indicazione di preferenza per gli over 60: «Il generale Figliuolo contava sull'ok del Comitato tecnico scientifico ad abbassare alla soglia dei 50 anni l'età "raccomandata" per la somministrazione di AstraZeneca» scrive il quotidiano, «ma così non è stato. Raramente il Cts si è opposto a un cambiamento sollecitato dalla politica o da chi gestisce la campagna vaccinale, ma gli esperti sono rimasti del parere che il rapporto rischi-benefici sia superiore con il crescere dell'età e hanno ribadito che il farmaco di Oxford va consigliato agli over 60».

Richiami ad agosto: si ragiona su come farli fuori regione. Resta tema del Green Pass

Tra i temi su cui si sta discutendo c'è anche il nodo dei richiami durante il mese di agosto, quando molti cittadini si troveranno presumibilmente fuori dalla propria regione per le vacanze. Per quanto riguarda la Lombardia, in una intervista sulla Stampa, l'assessore al Welfare Letizia Moratti spiega: «Stiamo lavorando in Regione per evitare di fissare appuntamenti nel periodo clou, cioè a metà agosto, quando in molti saranno in ferie. Auspichiamo una collaborazione tra Regioni» anche se «sappiamo che non è facile». Sempre dalla Moratti arriva una riflessione sulla durata del Green Pass vaccinale: «Tutte le Regioni hanno vaccinato a partire da fine dicembre tutti gli operatori sanitari. Queste persone, con un certificato che dura solo un semestre, avrebbero bisogno già da giugno di essere di nuovo vaccinate. Ne ho parlato con il ministro Speranza, che si è detto disponibile e ha assicurato di verificare con il Cts». Intanto, sul punto, l'Ema, come riferisce il Corriere di oggi, dice che «è prematuro parlare di una terza dose del vaccino: stiamo monitorando quando gli anticorpi decadono nel tempo».
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