Sanità

ott212014

Dpc, dalla Sicilia bilancio positivo sul canale distributivo

Dpc, dalla Sicilia bilancio positivo sul canale distributivo
Risparmi per le Asl sulle spese di logistica, per il magazzino e per il personale, un impatto sui volumi di farmaci erogati e sulla tipologia di farmaci prescritti - con una preferenza verso il generico o specialità medicinali meno costose. Sono questi alcuni dei vantaggi sottolineati da Pasquale Cananzi, del servizio farmaceutico siciliano, sul passaggio al sistema della Distribuzione per conto, avviato nella regione a marzo, secondo quanto racconta a Farmacista33, a margine dell'intervento al XXXV Congresso Sifo. «Il primo mese è stato di transizione - era attivo il doppio canale - ma da aprile molti dei problemi sul campo sono stati superati». Un aspetto rilevante emerso è quello relativo alla spesa: «Il razionale di base dell'attivazione della Dpc, è che con la diretta avevamo una spesa per i farmaci del Pht in retail particolarmente elevata rispetto ai dati nazionali, dovuta principalmente alle spese per il magazzino e per il personale dedicato. Inoltre c'erano oggettive difficoltà a dispensare alcuni farmaci in distribuzione diretta, legate alla situazione orogeografica della Sicilia, che finivano in convenzionata: ne derivava quindi una spesa PHT in convenzionata che era più del doppio del dato nazionale». A livello di spesa, infatti, «abbiamo avuto un decremento importante della territoriale emerso dal report Aifa sul monitoriaggio relativo al primo semestre: la Sicilia dopo anni di vetta della classifica delle regioni che sforavano, ora lambisce il tetto con un risultato dell'11,6%». Un risultato «non solo dovuto alla Dpc, che incide per tre mesi, ma anche a una serie di iniziative sull'appropriatezza prescrittiva avviate che comprendono anche un'azione sia sui biosimilari sia su una serie di categorie che impattavano in maniera particolare sulla spesa farmaceutica». D'altra parte «lo dicono tutti i rapporti Osmed: nella nostra regione si registrava» per alcune categorie di farmaci in particolare della cronicità «un maggior ricorso a farmaci e spesso si utilizzava quello al più alto costo». Ma a emergere è che sono soprattutto alcuni tipi di farmaci a non essere adatti alla distribuzione diretta: «pensiamo per esempio al diabete che ha un'alta incidenza e in particolare nella nostra regione interessa molti pazienti. È soprattutto qui che la sostenibilità della distribuzione per conto si vede con più evidenza». Come rapporto di costi, «l'accordo che abbiamo fatto è vantaggioso e prevede un onere di 4,50 euro, compreso il distributore. Tenuto conto di quanto spendevamo in retail, il canale distributivo si è dimostrato sostenibile». Tra i meriti ascrivibili alla Dpc, «il ridotto disagio per i pazienti» che al momento non è stato messo in relazione a un eventuale impatto all'aderenza terapeutica: «sul tema non abbiamo ancora dati, è passato troppo poco tempo, ma è un aspetto che stiamo tenendo monitorato». E tra gli altri vantaggi, con il sistema della Dpc, «tramite la piattaforma tutto è tracciato, anche quanto avviene nei distributori intermedi, mentre la diretta presentava un'eterogeneità dei sistemi gestionali che aveva impatto non solo per il fatto che i dati erano difformi tra un'Asp e l'altra ma anche perché costringevano a report cartacei». Ma un momento importante del sistema è stato «il chiarimento degli adempimenti di tutti i soggetti coinvolti, dallo specialista, al medico di medicina generale, dal farmacista delle strutture sanitarie a quello convenzionato» e la «grande azione svolta a livello di appropriatezza prescrittiva, andando a definire delle schede condivise che permettono ai medici e ai farmacisti di avere in modo sinottico uno schema dei compiti da eseguire ogni volta che si effettua una prescrizione o una dispensazione di particolari farmaci, come per esempio eritropoietina». D'altra parte, «i farmacisti non erano abituati a gestire queste nuove terapie, che mancavano da diversi anni». È stato poi «attivato un tavolo tecnico che si riunisce frequentemente per fare il punto sulle problematiche e che ha elaborato direttive per tutta la filiera, sia su prescrizione sia su dispensazione» e «istituito in ogni dipartimento del farmaco un ufficio per la dpc». Insomma «un bilancio positivo di questi primi sei mesi».

Francesca Giani


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