Sanità

lug262016

Dpc, Federfarma Rimini: senza accordo a settembre fino a 10 giorni di sciopero

Dpc, Federfarma Rimini: senza accordo a settembre fino a 10 giorni di sciopero
Potrebbe durare fino a 10 giorni consecutivi il prossimo sciopero che Federfarma Rimini si prepara a indire per settembre, qualora non venisse trovato un valido accordo sulla Dpc che permetta di riequilibrare l'anomalia distributiva della provincia romagnola. In materia di distribuzione farmaceutica, infatti, a Rimini l'ago della bilancia è totalmente sbilanciato verso la diretta. La curiosità è che nella vicina provincia di Ravenna che fa riferimento alla medesima Asl, la distribuzione diretta non esiste. «Questa situazione crea differenze abnormi tra i cittadini, c'è chi paga e chi no e i Lea sembrerebbero non essere rispettati. A Rimini, addirittura, le farmacie comunali fanno la Dpc, mentre le private non la fanno» afferma il presidente del sindacato titolari di Rimini Daniele Raganato. Ma la disparità vera è tra ospedale e farmacie perché l'ospedale non deve richiedere il ticket, mentre in farmacia è obbligatorio, «la Dpc a Rimini era molto residuale ben prima che Federfarma interrompesse il contratto sulla distribuzione siglato nel 2015 da Asl, Regione e sindacati. Con la vecchia dirigenza si era pensato di convertire questa distribuzione diretta così massiccia in Dpc piano piano nel tempo attraverso un sistema di vasi comunicanti, poi è cambiata la direzione e da quando è tornato il Dott. Marcello Tonini come Dg non se ne è più fatto nulla, anzi» spiega a Farmacista33 il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Rimini Giulio Mignani.
Inoltre, «da quando abbiamo disdetto il contratto - prosegue Raganato - il direttore generale della Asl a cui facciamo riferimento ha continuato ad aumentare in modo spropositato la diretta e ha obbligato i medici ad andare a ritirare i farmaci per tutti i cronici in ospedale. Adesso il medico prescrive i medicinali su ricette bianche che non sono né dematerializzate né rosse, ma un semplice foglio timbrato dallo specialista, con specificato: "da ritirare in ospedale". Una procedura che non sembrerebbe affatto corretta e che noi stiamo subendo» sottolinea.
Dal canto suo l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi ha sottolineato che Federfarma provinciale sta facendo azione sindacale durante una trattativa, ma a queste parole Raganato risponde: «Posso capire quello che intende l'Assessore, tuttavia non si può ignorare il comportamento scorretto che c'è stato da parte delle Asl in questi anni: mentre le trattative erano in corso i responsabili che lavorano nell'Asl di riferimento hanno continuato a fare ciò che era giusto secondo loro, senza nessun tipo di accortezza e rispetto per noi farmacisti. Dunque fino a quando non avremo qualcosa di scritto e approvato da ambo le parti io continuo nella mia protesta. È vero che stiamo conducendo trattative ma siamo lontanissimi dal voler risolvere la situazione in modo reale. Per l'ennesima volta si sta cercando di mettere una pezza e tamponare senza proposte organiche per risolvere il problema alla radice». Attilia Burke
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