Sanità

set272016

Dpc vs diretta, Adf: studio nazionale includa anche la convenzionata

Dpc vs diretta, Adf: studio nazionale includa anche la convenzionata
L'indagine proposta dalla Sifo sui costi della distribuzione diretta e per conto deve avere come oggetto il rapporto costo/beneficio per il cittadino e perché il lavoro sia completo dovrebbe mettere a confronto non due, ma tre forme di distribuzione, includendo la tradizionale distribuzione convenzionata che si avvale pienamente del canale farmacia. Questa la riflessione proposta da Mauro Giombini, presidente Adf che auspica la realizzazione dello studio esteso al territorio nazionale.

«Sarà complessa, ma interessante e non priva di sorprese, la quantificazione dei costi impliciti che gli esperti dovranno estrapolare da diverse poste dei bilanci pubblici» commenta Giombini. Sul lato del cittadino, secondo presidente Adf, non ci sono dubbi «beneficio massimo nel trovare il farmaco subito nella farmacia sotto casa, leggermente ridotto con il sistema della Dpc perché in farmacia si deve tornare due volte, mentre è basso nella distribuzione diretta giacché l'ammalato deve recarsi nei pochi centri pubblici di dispensazione presso ospedali e Asl nella fascia oraria di apertura». Giombini fa sapere che «l'Associazione distributori farmaceutici può mettere a disposizione tutta l'esperienza che è andata via via accumulando nella Dpc dall'entrata in vigore della legge 405/2001. Oltre 15 anni in cui i distributori sono stati e sono di fatto componente indispensabile di tutti gli accordi di Dpc, anche se paradossalmente non lo sono di diritto, per una lacuna della stessa 405 mai rettificata». (SZ)
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