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ago262014

Ebola: ecco i farmaci che potrebbero essere pronti in tempi brevi

Accelera la ricerca sulle possibili cure per il virus Ebola, tutte in fase sperimentale e tutte promettenti. Si attendono però dati certi per poter dare il via a produzioni su scala industriale. Il primo ad avere risultati positivi su due pazienti è il siero ZMapp ottenuto da piante di tabacco ingegnerizzate: costituito da tre anticorpi monoclonali è stato somministrato ai due missionari statunitensi rimpatriati dopo aver contratto l'infezione, le cui condizioni sono ora in miglioramento. Le poche dosi disponibili al momento sono state tutte distribuite in Liberia, i produttori stimano che potrebbero essere necessari circa due mesi di preparazione per allestire una produzione su larga scala. Un altro farmaco è basato su piccoli frammenti di Rna che si legano al virus impedendone la replicazione; era entrato nella fase dei test sull'uomo poi la Food and drug administration ha dovuto interrompere la sperimentazione a causa di alcuni effetti collaterali emersi, ora l'agenzia ha eliminato in parte il blocco dopo che su scimmie infettate ha mostrato un tasso di guarigione dell'82% se somministrato entro le prime 48 ore dall'infezione. Un farmaco simile a questo, sviluppato dalla statunitense Sarepta, sta iniziando la fase di sperimentazione sull'uomo. Tra i vaccini quello in fase più avanzata, prodotto dalla Profectus BioSciences, ha dato risultati soddisfacenti sulle scimmie ma non è mai stato sperimentato sull'uomo. Potrebbe funzionare visto che una versione simile, messa a punto da ricercatori universitari canadesi, è stata usata con successo nel 2009 per una ricercatrice che si era punta con una siringa contenente il virus e che poi non ha sviluppato l'infezione. Intanto i National institutes of health hanno annunciato l'avvio a settembre di un proprio studio sull'uomo di un vaccino, prodotto dalla multinazionale britannica Gsk. Il Giappone invece è pronto a fornire da subito un farmaco antivirale, prodotto da un'azienda nipponica e già approvato in Giappone contro l'influenza e ora al vaglio dell'Fda. «Il nostro Paese è disposto a concedere il farmaco, in cooperazione con l'azienda, se l'Oms lo richiederà» ha dichiarato il segretario generale del Governo, Yoshihide Suga. Si tratta di un medicinale in compresse a base di favipiravir che, come riporta Antiviral research, è stato testato su topi con Ebola e ha mostrato risultati interessanti. In attesa del parere Oms «Noi siamo siamo disposti a rispondere alle richieste individuali di operatori sanitari, a condizione che si tratti di casi di emergenza» ha fatto sapere l'azienda produttrice «Abbiamo riserve sufficienti per oltre 20mila persone». Infine sono positivi i riscontri su due nuovi anticorpi artificiali sviluppati utilizzando come calco di partenza un anticorpo specifico anti-Ebola dei topolini. L'immunoterapia così testata da Johnatan Lay dell'Albert Einstein college of medicine a New York, come documenta Acs chemical biology, è molto efficace contro il ceppo di Ebola del Sudan, che nel 2000 fece registrare una terribile epidemia e per il quale, al contrario dell'ebola Zaire responsabile dell'epidemia attuale, non ci sono terapie neppure a livello sperimentale. (E.L.)

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