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gen222013

Ecdc: antibiotico-resistenza in Italia è tra più alte in Ue

L'Italia è tra i Paesi europei con i livelli più alti di antibiotico-resistenza. Ne è esempio la frequenza del batterio Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa) che si attesta 38% nel 2011, contro una media europea inferiore al 20%

L'Italia è tra i Paesi europei con i livelli più alti di antibiotico-resistenza. Ne è esempio la frequenza del batterio Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa) che si attesta 38% nel 2011, contro una media europea inferiore al 20%. A rilevarlo è un documento dell'European centre for disease prevention and control (Ecdc) che riassume i dati sulla resistenza agli antibiotici di sette patogeni invasivi (Streptococcus pneumoniae, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa) in 29 Paesi europei. E la situazione italiana, secondo l'Ecdc, è allarmante per l'aumento di resistenza nei batteri Gram-negativi: la frequenza di antibiotico-resistenza nei ceppi di Pseudomonas aeruginosa è ancora elevata (21%), e per i batteri Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae in evoluzione. Nei ceppi di E.coli, in particolare, la resistenza agli antibiotici fluorochinoloni è salita dal 25% del 2003 al 41% del 2011, e con lo stesso andamento aumenta anche la resistenza alle cefalosporine di terza generazione, passata dal 6% al 20%. Si tratta, invece, di un’emergenza quella dei ceppi di Klebsiella pneumoniae produttori di carbapenemasi, enzimi in grado di inattivare i carbapenemi, antibiotici di ultima risorsa per trattare infezioni da batteri multi resistenti: in Italia, in 2 anni, i ceppi di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi sono passati dall'1,6% del 2009 al 15% del 2010, al 27% del 2011.


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