Politica e Sanità
31 Marzo 2016Più crediti, stesso (o quasi) numero di partecipanti ai corsi e lieve aumento degli eventi Ecm a dispetto del calo dei provider: è il volto del triennio di formazione continua 2014-2016 che l'Agenas ha messo a confronto con il triennio precedente. La fotografia scattata dall'Agenzia dei servizi sanitari regionali parla di 16,7 milioni di crediti erogati nei primi 18 mesi del triennio che si conclude quest'anno contro 13,7 del periodo precedente. Gli eventi formativi sono saliti da 69 a 74 mila con un aumento del 7,5%, mentre sono solo in leggerissimo aumento (3%) i partecipanti: da 1,6 a 1,7 milioni.
«Sono dati un po' sconfortanti perché indicano che l'Ecm è diventata un creditificio - ammette Felice Ribaldone, rappresentante della Fofi in Commissione dove milita dal 2002 - si corre dietro al valore del credito e non al contenuto. Non siamo ancora arrivati a una fase qualitativa del sistema, non dico di eccellenza. Nella nuova commissione vedo iniziativa e molta buona volontà, il 7 aprile ci proponiamo di affrontare l'intera tematica e di rilanciare in particolare la formazione aziendale, figlia di un sistema in cui la sanità è affidata alle regioni. Peraltro, le regole condivise in Conferenza Stato-Regioni ci sono e vanno applicate in modo omogeneo, è bene che le regioni facciano la loro parte in questo percorso. I dipendenti devono avere una formazione di qualità ed accessibile, mentre oggi spesso se un medico fa formazione il reparto resta sguarnito». Altro obiettivo è rivedere il sistema dei controlli verso i provider pubblici e privati. I controlli si sono fatti: su poco meno di 1.200 provider ne sono stati verificati 563 nei 18 mesi del triennio contro 517 visti nei tre anni precedenti (e ci sono state "bocciature"), «ma ora -dice Ribaldone - urge che l'Osservatorio funzioni a regime e valuti gli eventi anche in corso d'opera, "in diretta". Terzo target: verificare che ogni sanitario consegua crediti attinenti alla sua professione, non serve che il dentista segua corsi del ginecologo e viceversa. Quarto: il Comitato di Garanzia sui conflitti d'interesse deve superare l'attuale situazione di stallo e trovare formule che contemperino le esigenze delle aziende, il cui sforzo finanziario non va "buttato a mare", con il rispetto delle regole che abbiamo scritto per garantire una formazione imparziale».
Quanto alle sanzioni a chi non si aggiorna, per Ribaldone occorre che prima siano scritte regole chiare e serie. Si discute sull'opportunità, com'è avvenuto per gli avvocati, che siano gli Ordini professionali ad acquisire importanza e a certificare l'avvenuta o non avvenuta formazione. La questione marcia di pari passo con quella della qualità della formazione, del fatto che ci si deve formare su obiettivi attinenti il proprio sviluppo di carriera. Mi auguro che all'alba del 2017 ci sia finalmente un dossier formativo per ogni medico, ogni farmacista, ogni sanitario partecipante all'Ecm, e con un sistema di regole serie solo a valle del quale si prevedano incentivi e sanzioni».
Mauro Miserendino
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